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Editoriali

9 febbraio 2016

Commercialisti: la concorrenza dell'amico del cliente

A cura di Antonio Gigliotti

dott. gigliotti
Cari colleghi,
che strana la nostra attività. Chi ha avuto la fortuna di esercitarla tanti anni fa ha senz’altro vissuto l’era più sana della professione: poche norme chiare, un fisco meno pazzo, redditi più elevati e potrei andare avanti ancora. Mi fermo qui però: non vorrei ridestare la nostalgia canaglia in chi, quei tempi, li ha vissuti davvero. Appunto altri tempi, lontani.

Oggi è cambiato tutto. Soprattutto ci ingannano con le parole che spesso hanno la parvenza solenne della promessa. Peccato che poi ogni promessa venga quasi sempre disattesa . Si. E’ da quando ci parlano di semplificazione infatti che tutto si è complicato. Ancora di più. Un fisco feroce e sempre meno chiaro come invece è chiarissimo il suo obiettivo: ‘far cassa’. Poi gli adempimenti senza sosta. E non dimentichiamo i ‘servizi di segretariato’ che pratichiamo gratis per sua Maestà, l’Amministrazione Finanziaria.
Ma andiamo al punto.

Voglio riflettere sulla nostra professione ormai ridotta a una mera rincorsa frenetica dietro le infinite scadenze. E non mi riferisco ai mega studi o ai professionisti che hanno la fortuna di vivere di grandi consulenze. Mi rivolgo, come mia abitudine, al vero cuore della categoria: il piccolo studio che campa umilmente e con grande dignità solo con le proprie forze.

Non bastava la concorrenza spietata che esiste nel nostro mestiere dove aumentano i professionisti e diminuiscono le aziende. Oggi cari amici mi rivolgo alla ‘concorrenza’ che arriva dall’amico del nostro cliente. Che se da un lato è una concorrenza evanescente, dall’altro non va sottovalutato: ci porta via tempo e tal volta demolisce un poco la nostra professionalità.

Non vi è mai capitato che venga in studio un cliente e dica: ”Ieri sera è venuto a cena un amico che mi ha detto di una norma…, lo sapeva?”.
Per esempio in questi giorni subiamo anche la ‘concorrenza’ dei concessionari d’auto i quali contattano i clienti e in virtù delle recenti agevolazioni presenti nella Legge di Stabilità sui "super ammortamenti" cercano di vendere l’ultimo modello di auto ecologica super accessoriata. Quasi a dire: “La compri ora oppure mai più!”.

E che succede dopo? Succede che il cliente va dal professionista. E noi, armati di pazienza, cerchiamo di spiegare bene come stanno le cose: “E’ vero ci sono delle agevolazioni ma non come ti vogliono far credere i concessionari". Che tornino a fare i venditori d’auto. Che ognuno torni a fare il suo mestiere sempre se è in grado di farlo. Avete mai provato a dare consigli a un medico, a un avvocato?

Qualcuno di voi sorriderà di questa ‘concorrenza’, la giudicherà forse un po’ ridicola. A me non fa ridere. E come si dice, il diavolo si nasconde nei dettagli. Credo invece che anche su queste cose se pur piccole, se pur grottesche, si gioca non solo la nostra professionalità. Anche la nostra autorevolezza. Guadagnata senza dubbio con il lavoro umile e faticoso, giorno dopo giorno. Quel lavoro dignitoso e quotidiano dei piccoli e medi studi commerciali che sono, lo ribadirò sempre, il vero motore. Quello che muove, a colpi di battito, la parte più autentica della nostra categoria.
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