sabato, 01 ottobre 2016 - Direttore: Antonio Gigliotti

Editoriali

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21 marzo 2016

Commercialisti: la verità che fa male!

A cura di Antonio Gigliotti

GIGLIOTTI A.
Cari amici e colleghi,
qualche giorno fa sono stato ospite della trasmissione MI MANDA RAI TRE. Il tema della puntata: il dibattito sulle lettere recapitate dell’Agenzia dell’Entrate a migliaia di contribuenti che hanno scoperto di essere ancora titolari di una partita Iva relativa ad attività già cessate da tempo. Solo per farvi un esempio: tra gli ospiti c’era un contribuente che aveva cessato la sua attività professionale oltre trenta anni fa, trentotto per l’esattezza.
La lettera, qualificata come “comunicazione”, rende noto al contribuente che l’Agenzia procederà alla chiusura d’ufficio della partita Iva, attribuendo un termine di 30 giorni per la regolarizzazione della violazione di omessa comunicazione sulla chiusura dell’attività con il pagamento di una sanzione pari a 170 euro. E non solo. Decorso il termine, il contribuente che non riuscisse a dimostrare la chiusura dell’attività, dovrà pagare la somma di 500 euro invece dei 170 che in realtà sarebbero 167 euro.
Infatti l’importo indicato nell’avviso è sbagliato sotto il profilo formale, quanto meno da rivedere in autotutela da parte dell’Agenzia delle Entrate, mediante correzione degli importi secondo le misure attualmente previste dal citato art. 5, comma 6 del D.Lgs n. 471/1997, misure valide, in virtù del principio del favor rei, anche per la violazioni commesse entro il 31/12/2015, come peraltro evidenziato dalla stessa Agenzia nella circolare n. 4/E del 04/03/2016.
Ma torniamo alla trasmissione e alla lettera. E’ questo l’esempio tanto anelato di “dialogo tra fisco e contribuente”? Io spero proprio di no. Tanti contribuenti, molti ormai pensionati con attività cessate decine di anni fa, si sono recati negli uffici tributari. E secondo voi quali risposte hanno ottenuto? O ci porti la ricevuta di cessazione dell’attività, altrimenti ti conviene pagarne 167 euro subito per non pagarne 500 dopo.
Nella trasmissione è intervenuto - devo dire coraggiosamente - Sergio Mazzei, Responsabile della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, il quale sostiene che sarebbe stato sufficiente andare negli uffici dell'erario e spiegare la situazione. Tutto si sarebbe risolto, così… spiegando. Allora ho preso la parola e a muso duro ho affrontato il Responsabile dell’A.E. Per un attimo mi sono anche chiesto se il signor Mazzei vivesse sulla Terra oppure a Fantasilandia. La realtà è un po’ diversa - almeno la mia. Perché una cosa sono le circolari e la collaborazione tra fisco e contribuenti tanto agognata dall’Agenzia e un’altra cosa è la realtà, quella quotidiana, quella che noi conosciamo fin troppo bene: gli uffici non sentono ragioni. Ti chiedono la ricevuta e poco importa che sia di ieri o del secolo scorso.
Tra l’altro mi chiedo: ma per i molti contribuenti che hanno cessato la propria partita Iva e per decenni hanno presentato il modello 730 come dipendenti? L’erario non avrebbe dovuto contestarlo? Silenzio. Per la difesa tecnica vi rimando a questo documento (PARTITE IVA DORMIENTI. GLI STRUMENTI DI DIFESA).
Ma il punto è questo. Forse ho esagerato nei toni con il signor Mazzei. Non era mia intenzione e di certo non era un fatto personale. La verità è che siamo stanchi - io sono stremato - di vedere calpestato lo Statuto del contribuente, di vedere che ancora nulla è cambiato, di sopportare le solite dichiarazioni ufficiali, figlie di un sistema burocratico rigido che ostenta la buona “comunicazione” ma poi è incapace di comunicare con se stesso.
Qualcuno mi ha detto che potrei rischiare per essermi esposto personalmente... Ma rischiare cosa? Rischiare per aver detto la verità? Allora è da tempo che la mia vita è in pericolo. E la cosa che più mi ha colpito è il silenzio di una parte della nostra categoria. Come a dire: “Forse dovevi evitare…”, “Forse dovevi DIALOGARE”. Credo nel dialogo, non credo a questo tipo di comunicazione. E’ la stessa di sempre, quella che ci sta portando oltre il punto di non ritorno. Forse non è questo il modo di difendere politicamente la categoria. Ma non è mio compito farlo. Dico quello che penso e faccio quello che dico. Mi sento un uomo semplice. Soprattutto stanco, stremato, avvilito nel vedere ancora un profondo divario tra i vertici della Pubblica Amministrazione e la realtà della gente. E il divario rischia di diventare abisso se continueremo a credere di vivere a Fantasilandia dove il silenzio non è quello saggio del maestro. E’ un silenzio che uccide e che di certo non cambierà il Paese.
GUARDA IL VIDEO DELLA PUNTATA DI "MI MANDA RAI3"

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21/03/2016

Ill. mo Collega, la prossima volta vorrei venire con Lei.
Sabrina

ARALDO ANTONIO21/03/2016

Piena solidarietà al Dott. Gigliotti.
Ci sono tanti colleghi che si sforzano tutti i giorni per risvegliare la nostra "coscienza critica" e Lei è uno di quelli.
Quando si va controcorrente, è normale rituale.
Sono sicuro che quasi tutti la pensano come Lei.
Pertanto bisogna andare avanti e se necessario a muso duro.
Una Santa e buona giornata a tutti i colleghi e soprattutto a coloro che ogni giorno ci aiutano ad andare avanti.

19/03/2016

Ma qualcuno si è chiesto perché rimangono aperte le partite Iva?

VITO PESARE19/03/2016

Lei è un Grande Dott. Gigliotti.
Finalmente qualcuno che dice come stanno realmente le cose e non ha paura di farlo.
Ha tutta la mia solidarietà.

Salvatore19/03/2016

Al tuo fianco per ogni battaglia.

Eleonora19/03/2016

- Sempre con te!!!!

S.19/03/2016

Piena solidarietà ad Antonio Gigliotti, vicino ai problemi reali dei contribuenti e della categoria

Mauro19/03/2016

SiAmo tutti in pericolo

Luca19/03/2016

Ti ho seguito, preciso come sempre

Annamaria19/03/2016

È solo un modo per intascare altri soldi... E le beghe sono tutte nostre. Hai fatto bene non se ne può più

Giovanni19/03/2016

Mi chiedo sempre più spesso ma i nostri vertici cosa fanno?

Gianni19/03/2016

sto pensando seriamentew di cancellarmi dall'ordine

Flavio19/03/2016

Che schifo

Laura18/03/2016

se dire le cose come stanno significa essere in pericolo allora voglio esserlo anch'io. basta con le prepotenze dell'amministrazione pubblica, sono d'accordo con il dr. Gigliotti. ormai lo sport nazionale degli uffici pubblici (quindi ci metto oltre l'AE anche INPS. INAIL, ecc..) è diventato quello di dire: se non hai il pezzo di carta devi pagare. per noi sta diventando molto difficile lavorare in queste condizioni e soprattutto far capire ai nostri clienti che ogni giorno dobbiamo combattere contro questi muri di gomma. lasciamo perdere poi quando bisogna aspettare anche un anno e mezzo per avere uno sgravio o due o tre mesi per avere un appuntamento perchè alcuni ufficio non ricevono più al pubblico. scusate lo sfogo personale ma non se ne può proprio più! Antonio la ammiro per portare avanti queste battaglie anche in televisione

Marco18/03/2016

Sei sempre chiaro e porti avanti informazioni e battaglie senza guardare in faccia nessuno. Ti stimo molto

Antonella18/03/2016

Bravo Antonio! Grande

Alberto18/03/2016

successo anche a me e non dico cosa mi han fatto fare, solo per decenza

Laura18/03/2016

cari amici leggete e condividete questo interessante articolo pubblicato da un "coraggioso collega" e vedete cosa sta facendo l'AE pur di raccogliere fondi!!! è veramente assurdo!!

Stefano18/03/2016

Grande Gigliotti, bravissimo! Emoticon win

Gianluca18/03/2016

Gigliotti bravo bravo bravo. finalmente qualcuno che ha difeso con cognizione e modo la nostra professione

Rosalba18/03/2016

Siamo Pecore e beliamo di fioca voce nel proprio modesto orto! Le cariche servono solo per i bigliettini da visita: falsi!!!!!!!!

Luigi18/03/2016

Bravo antonio. La burocrazia e arrogante oltre che dannosa

Marco18/03/2016

Sei sempre chiaro e porti avanti informazioni e battaglie senza guardare in faccia nessuno. Ti stimo molto

Luca18/03/2016

Ieri sono stato ad un convegno All Hilton di Roma e C era il nostro Presidente Nazionale che ci ha detto le cose fatte e le cose da fare in favore della categoria poi vedo queste scene in TV e mi cadono le braccia perché siamo ormai in fallimento chiedono 167 euro a dei poveri disgraziati e negano L evidenza è vergognoso questo atteggiamento da parte di A d E ma probabilmente sarà colpa dei commercialisti

Domenico18/03/2016

Condividere assolutamente

Angela18/03/2016

Non esiste alcuna tutela per il contribuente, solo tanti bla bla bla. Si è vero sei andato un pò fuori dalle righe. A volte ci vuole non è una costante! Condivido che la stanchezza, risposte di rito che nulla hanno di reale e noi lo sappiamo, i minuti che sono pochi per rispondere alle domande rende intolleranti! , piena solidarietà e grazie per come rappresenti sia la categoria che i contribuenti.

Michele18/03/2016

Collega, ma dopo "il lato oscuro dell'accertamento", cosa ci saremmo dovuti aspettare? E' evidente che questi hanno perso il polso della situazione, ancor più, se i soldi dei contribuenti servono a salvare le banche. Chi più di noi può capire questi meccanismi. Saluti.

Angela18/03/2016

Mi sono meravigliata di vedere un rappresentante dell'Agenzia delle Entrate che non sapeva, non si era neanche informato, che oltre 30 anni fa c'era l'ufficio IVA. Purtroppo i ns vertici di categoria non si espongono ogniuno ha un orticello da curare????

Angela18/03/2016

Sono onorata e sottolineo onorata di essere una collega di Antonio Gigliotti! Le preoccupazioni che il ns. collega sottolinea sono frutto di lugubrazioni di persone che non vivono una vita reale ed altruista! Di persone che non hanno ancora capito qual'è la ns. mission in questo ns. lavoro.

Domenico18/03/2016

Esattamente. Bravo. Massima condivisione e solidarietà.

Roberto18/03/2016

Se Antonio Gigliotti è in pericolo, allora vuol dire che qualcosa nella nostra categoria non ha funzionato a dovere.
Dovremmo essere tutti in pericolo insieme a lui.
Piena solidarietà - dunque - da parte mia, al Collega e all'Amico.
Interroghiamoci sul perchè un nostro Collega debba fare l'eroe per dire le cose che tutti i giorni sono la realtà e la pura verità.
I nostri vertici prendano posizione decisamente sulla questione delle partite Iva morte e sepolte da decenni, che però fruttano ancora entrate da sanzioni allo Stato italiano.
Per me è una VERGOGNA.
Quindi da oggi voglio essere anch'io in pericolo come Antonio Gigliotti

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