L'ADEMPIMENTO

12 ottobre 2017

Nuovo spesometro: le problematiche legate all’invio

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Emergono sempre più difficoltà per i professionisti e le imprese con l’invio dello spesometro relativo al primo semestre 2017 e lo dimostra anche il fatto che l’Agenzia delle Entrate continua ad aggiornare le faq (vedi articolo Fiscal Focus Nuovo spesometro: monitoraggio, scarti e privacy. Nuove Faq del Fisco, del 10 ottobre 2017) segno che l’adempimento si è rivelato troppo impegnativo poiché presuppone l’inserimento di molti dati e il sistema di ricezione non si è rilevato all’altezza. Anche le prime istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate si sono rilevate non esaustive e appare ormai evidente che l’adempimento è stato sottovalutato dai molti soggetti coinvolti.

Vediamo di analizzare alcuni degli ultimi chiarimenti forniti dai tecnici delle Entrate in relazione al nuovo spesometro 2017.

Fatture emesse ad un soggetto extra UE - Relativamente alle fatture emesse a un soggetto extra Ue in possesso solo del codice fiscale italiano e non di partita Iva, l’agenzia delle Entrate ha precisato che in casi di cessione o prestazione di servizi resa a un operatore soggetto extracomunitario, sia esso soggetto passivo o privato, si deve compilare il blocco «IdFiscaleIva» indicando nel campo «IdPaese» il valore relativo al Paese del cessionario/committente (ad esempio US se Stati Uniti) e l’elemento «IdCodice» con un qualsiasi elemento identificativo del cliente (ad esempio nome e cognome o solo cognome, codice cliente o altro). Nel caso in cui il cedente/prestatore non abbia indicato l’imposta in fattura deve essere valorizzato il dato «Natura» indicando la codifica corrispondente al “motivo” specifico per il quale non è indicata l’imposta (ad esempio N3 per le esportazioni non imponibili). Vedi anche (articolo Fiscal Focus Spesometro: attenzione alle anagrafiche nei rapporti con l’estero)

Trasmissione dei dati con un unico file compressi - L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nel caso di trasmissione attraverso il canale FTP, in uno stesso supporto possono essere compresi più file p7m ma non file compressi (come indicato nell’allegato "Modalità di trasmissione dati" al "Provvedimento prot. 58793 del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 27 marzo 2017").
Se si utilizzano altri canali di trasmissione, invece, è possibile trasmettere archivi compressi (file .zip) contenenti più file XML con i dati delle fatture o con i dati IVA. In questo caso, è possibile firmare i singoli file XML o anche solo il file zip.

Fatture emesse in regime art. 74ter - Relativamente alle fatture emesse in regime IVA 74ter, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nella comunicazione dati fattura verranno riportati esattamente gli stessi dati indicati in fattura; di conseguenza verrà riportato il dato del domicilio indicato in fattura (cioè il domicilio dell'agenzia viaggi) in quanto come da espressa previsione normativa è data facoltà alle agenzie viaggi organizzatrici di non reperire i dati di residenza del cliente viaggiatore finale, domiciliandolo presso l'agenzia viaggi intermediaria. Si ricorda che nella comunicazione va, in ogni caso, riportato l'identificativo fiscale (CF o Partita IVA) del cliente così come indicato nella fattura (vedi articolo Fiscal Focus Comunicazione dati fatture: chiarimenti per le agenzie di viaggio).

Elaborazione del file fino a tre giorni - In materia di invio del file l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l'elaborazione di un file richiede, normalmente, fino a tre giorni.
Finché l'elaborazione non è conclusa, lo stato del file è interrogabile con la funzione di Monitoraggio dei file trasmessi digitando, fra i criteri di ricerca, l'identificativo assegnato al file al momento della trasmissione (mostrato nella banda azzurra che appare nella pagina quando si effettua l'invio).
Al termine dell'elaborazione, se è stato possibile individuare il firmatario del file, l'esito della trasmissione è interrogabile utilizzando anche gli altri filtri previsti dalla funzione di ricerca, altrimenti si può verificare lo scarto cercando il file tramite l'identificativo ad esso associato.

Verifica dello scarto del file - Al fine di individuare lo scarto dell’invio l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che se il file, individuato grazie all'identificativo che gli viene assegnato al momento della trasmissione (mostrato nella banda azzurra che appare nella pagina quando si effettua l'invio), risulta scartato, ma non sono visibili né il nome del file, né l'icona per accedere ai dettagli, significa che non è stato possibile riconoscere il firmatario. In questo caso, lo scarto dipende dal fatto che il file non è stato firmato elettronicamente o è stato firmato con una firma non valida (il certificato è scaduto o si sono verificati errori durante l'acquisizione della firma). Vedi anche articolo Fiscal Focus Spesometro: scarti ed anomalie, prontuario per l’uso)

Autofatture art. 74ter: riconoscimento delle provvigioni - In merito al trattamento delle fatture che i tour operator emettono per conto delle agenzie di viaggi intermediarie per il riconoscimento delle relative provvigioni l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quanto di seguito si riporta.
Le agenzie organizzatrici (che emettono fattura per conto delle agenzie di viaggi per il riconoscimento delle provvigioni di queste ultime e annotano le fatture sia nel registro vendite che nel registro acquisti) inviano i dati di questo tipo di fattura tra i dati DTR (fatture di acquisto) con la codifica N6 - inversione contabile indicando la relativa imposta, ove la fattura riguardi operazioni imponibili, e con la codifica N3 – non imponibile, nel caso in cui la fattura riguardi operazioni non imponibili.
Le agenzie intermediarie comunicano i dati della fattura emessa (per loro conto dall’organizzatore), compilando i campi della sezione DTE e utilizzando la codifica N6 - inversione contabile (senza riportare l'imposta), ove la fattura riguardi operazioni imponibili, e con la codifica N3 – non imponibile, ove la fattura riguardi operazioni non imponibili.

Scarto di un file con un elevato quantitativo di fatture - Di particolare interesse è la risposta fornita alla domanda in cui si chiedeva come comportarsi a seguito della trasmissione di un file contenente i dati di 130 fatture. Nel caso in esame l’intero file era stato scartato per un errore presente nei dati di una sola fattura; il soggetto interessato ha dovuto trasmettere di nuovo tutto il file. La domanda posta ai tecnici delle Entrate consisteva nel sapere come si poteva evitare il rischio di dover trasmettere più volte tutti i dati delle fatture contenuti in un file scartato per un errore in un’unica fattura.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che qualora la gestione delle notifiche di scarto di file molto voluminosi risulti complessa, e⁄o si voglia evitare di trasmettere più volte una grande quantità di dati, si suggerisce di costruire file di dimensioni ridotte (per esempio contenenti le fatture ricevute da un unico fornitore o le fatture emesse nei confronti di un solo cliente).
I file possono essere trasmessi singolarmente oppure con un unico invio (si firmano singolarmente e si raccolgono in un archivio compresso [zip], o si firma solo l'archivio), sarà quindi prodotta una notifica per ciascun file, e, in caso di scarto, dovranno essere corretti e trasmessi nuovamente solo i dati dei file scartati.
Autore: FEDERICO GAVIOLI
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Categorie: Iva > Adempimenti

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FRANCO MARIANI12/10/2017

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