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Quotidiano

L'ADEMPIMENTO

13 settembre 2017

Spesometro: miliardi di dati da incrociare, anche a cura del contribuente

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‘Basta un click’. Difficile non ricordare queste parole, ma inutile recriminare. E’ un dato di fatto che la comunicazione dei dati delle liquidazioni IVA prima, ed in particolar modo la comunicazione dei dati delle fatture ricevute ed emesse (nuovo spesometro), poi, stanno facendo impazzire aziende e consulenti. Ma non è certo con il 18 settembre (per la liquidazione Iva) o il 28 settembre per lo spesometro, che la questione potrà considerarsi conclusa. Non solo per le future scadenze che già incombono, ma anche per l’incrocio che sui dati, sarà effettuato da parte dell’Agenzia in un secondo momento.

Si stima un flusso di informazioni mai visto prima, sul quale vengono effettuati una serie di controlli, con tempistiche diverse. Prima di tutto, appena effettuato l’invio di una comunicazione dati fatture, viene verificata la presenza in Anagrafe Tributaria delle contropartite indicate nelle comunicazioni stesse, e la loro sussistenza in vita. Se i codici fiscali indicati non esistono la fornitura viene scartata nel suo insieme. Viceversa, se vengono comunicati dati relativi a posizioni cessate alla data dell’operazione, il file viene acquisito, ma “con segnalazioni”. Già in questa prima fase possono emergere le prime sorprese, come il fatto di aver contabilizzato una fattura reale, pagata, rilasciata a seguito di una prestazione della quale effettivamente si è usufruito (insomma, una fattura non falsa), e scoprire con profondo orrore che l’emittente della fattura risulta cessato come posizione IVA, in taluni casi anche da anni. Situazioni limite, ma che immediatamente devono indurre a porre in essere i correttivi, quali il recupero dell’imposta e del costo, nonché l’instaurarsi delle dovute ricerche e contromisure verso il “simpatico fornitore” che continua a fatturare seppure di fatto sconosciuto al Fisco.

Ma anche nei rapporti “correnti” e apparentemente regolari tra aziende possono riscontrarsi insidie: tutti i dati, infatti, saranno incrociati, e l’esito di questo incrocio potrebbe avere effetti nefasti ed al momento imprevedibili. Incrocio peraltro che in alcuni casi è impossibile, vedi il caso delle fatture emesse da minimi e forfettari, che sono esonerati dall’invio dello spesometro, ma le cui fatture saranno trasmesse da chi le ha ricevute.

Cosa potrebbe accadere in sede di incrocio? Intanto potrebbero emergere situazioni di difformità tra quando dichiarato dalle parti interessate all’operazione. Ipotizziamo la fattura da 1.000 euro emessa da A verso B, che A dichiari per 1.000 euro e B per 10.000. E’ evidente che ne scaturirà un controllo, per comprendere chi ha sbagliato e cosa.

Problemi potrebbero anche verificarsi per questioni temporali, perché se da un lato le fatture emesse debbono essere tutte incluse in base alla data di emissione, per le fatture di acquisto vale la data di annotazione sui libri IVA, e non è affatto inusuale che le fatture passive vengano contabilizzate con un certo ritardo. Del ché la fattura, ad esempio, emessa a giugno da A ma contabilizzata in acquisto a luglio da B, risulterà in questo primo spesometro di A ma non in quella di B. E’ evidentemente uno scostamento destinato a riappianarsi con il successivo invio, ma, al momento, i dati “non quadrano”.

Sta di fatto che, via via che i dati affluiranno al sistema, gli stessi saranno messi a disposizione del contribuente nel cassetto fiscale. Nella piattaforma Fatture e Corrispettivi, infatti, area Consultazione, sarà infatti possibile visionare i dati che si sono inviati, ma anche quelli che ineriscono il contribuente stesso trasmessi dai soggetti con i quali ci si è interfacciati, ovvero clienti o fornitori. Il dato sarà espresso in forma aggregata (per totali) ma anche visionabile nel dettaglio. In ipotesi, quindi, il contribuente potrà controllare la quadratura tra quanto risultante nei propri archivi e quanto invece trasmesso da altri, incrociando da solo le informazioni che lo riguardano. Una bella cosa sicuramente, anche se resta da capire chi mai potrà avere il tempo di effettuare questo controllo, e soprattutto cosa fare laddove si evidenziasse qualche (estremamente probabile) anomalia, e ricordando che in alcuni casi i dati non quadrano per un motivo lecito, come la contabilizzazione negli acquisti di fatture di contribuenti minimi e forfettari, che sono esonerati dall’invio dei dati.

Il sistema di incrocio introdotto costituisce certamente un deterrente poderoso per le cosiddette “cartiere”, ma anche probabile fonte di problemi quando ci si trova, incolpevolmente, in un caso di mancato incrocio (perché ad esempio il proprio fornitore non ha inviato lo spesometro o lo ha inviato non correttamente).

Comunque, chi volesse dilettarsi nel titanico tentativo di controllo dei propri dati troverà di grande utilità quanto previsto dall’allegato al Provvedimento 58793 del 27 marzo 2017, che enuncia la possibilità di estrarre tutti i dati presenti nel cassetto fiscale in formato ‘csv’, ovvero interfacciabili con i software gestionali e i comuni programmi di fogli di calcolo. In questa maniera, forse, il controllo potrebbe risultare meno improbo. Il tutto in attesa dell’incrocio dati che comunque sarà effettuato autonomamente dall’Agenzia e che, in caso di scostamenti, porterà alla ricezione di segnalazioni, che saranno trasmesse sempre tramite la piattaforma Fatture e Corrispettivi. Con le segnalazioni il contribuente sarà invitato a chiarire le motivazioni degli scostamenti riscontrati, e/o invitato a regolarizzare la propria posizione.
Autore: SANDRA PENNACINI
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Categorie: Iva > Adempimenti

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13/09/2017

avevamo gli studi di settore che ci torturavano con dati extra contabili ora questi elenchi che purtroppo non si risolvono con un semplice click, che fare, solo essere sempre più delusi da questa lotta all'evasione e semplificazione . Sono solo parole.
Gina Clocchiatti