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27 luglio 2017

ore 16.39 - FMI: in Italia si guadagna meno di 20 anni fà

''Il debito pubblico è molto alto e, nonostante i recenti sforzi, l'Italia non ha iniziato a ridurlo''. Lo afferma il Fondo monetario internazionale, nel focus dedicato all'Italia. ''Nella decade precedente alla crisi la spesa pubblica dell'Italia è cresciuta più rapidamente delle entrate'', principalmente a causa della spesa per le pensioni. A partire dalla crisi il governo ''è riuscito a contenere la spesa, principalmente bloccando i salari e le assunzioni'' nelle pubbliche amministrazioni e ''tagliando gli investimenti pubblici. Tuttavia non è stato in grado di invertire l'andamento della spesa eccessiva'', osserva l'Fmi.

L'economia italiana negli ultimi tre anni sta registrano un ''moderato recupero'' che proseguirà. Tuttavia ci sono ''rischi significativi'' nel futuro, a causa delle ''incertezze politiche'' e di possibili ''battute d'arresto al processo di riforme''. Il percorso di ''moderata crescita'' avrà come conseguenze un ritorno ai livelli di reddito pre crisi tra diversi anni (entro il 2025) e un ''allargamento del divario del reddito dell'Italia con la media dell'area euro'', che sta registrano una crescita più rapida.

''Con con un pacchetto di misure d'alta qualità sul lato della spesa e delle entrate'' l'Italia riuscirebbe a ''supportare la crescita'' e rispettare ''l'imperativo di ridurre il debito''. I redditi nella prossima decade potrebbero crescere del 10% e, in aggiunta, aumenterebbero i posti di lavoro. L'Fmi chiede al paese di ''migliorare la contrattazione salariale'' perché l'elevato costo della produzione per lavoratore ha pesato ''negativamente sulla creazione di posti di lavoro, investimenti e produzione".

Secondo l'Fmi il ''mix migliore'' prevede: la riduzione della aliquote fiscali sul lavoro; la riforma della contrattazione salariale; contrastare in modo più efficace l'evasione fiscale; ridurre la spesa pensionistica che ''è al secondo posto nella zona euro''; aumentare gli investimenti pubblici; indirizzare più risorse verso le fasce deboli della popolazione.

E' necessario "recuperare efficienza" nel settore bancario italiano, insieme alle "misure per pulire i bilanci", per "tornare a una redditività sana".

La situazione della classe lavoratrice italiana, considerando l'andamento dei prezzi, i redditi e la ricchezza, è ''al di sotto dei livelli del 1995. Il rallentamento della crescita e il peso della crisi -osserva l'Fmi- hanno colpito in modo sproporzionato la popolazione lavoratrice e le giovani generazioni''. Una situazione che è ''in contrasto'' con quella delle famiglie più anziane e dei pensionati.

''Nel corso degli ultimi due decenni i salari in generale sono cresciuti più velocemente rispetto alla produzione per lavoratore''. Ciò ha determinato in Italia una crescita del costo di produzione superiore rispetto ai paesi di riferimento, come Germania, Francia e Spagna. Per questo, l'Fmi chiede al paese di ''migliorare la contrattazione salariale'' perché l'elevato costo della produzione per lavoratore ha pesato ''negativamente sulla creazione di posti di lavoro, investimenti e produzione".

Gli economisti di Washington evidenziano che allineando i salari alla produzione per lavoratore a livello aziendale invece che nazionale "si potrebbe ottenere un incremento degli occupati del 4%".

BANCHE - Il sistema bancario italiano appare "frammentato", con un numero di banche "più alto rispetto a molti altri Paesi Ue". Con alcuni istituti di credito che hanno parametri patrimoniali e di redditività migliori della media Ue e altri che "sono molto lontani". Così come ci sono molte banche cooperative e popolari "con alti livelli di redditività" e molte altre "deboli". Questa la fotografia del settore scattata dal Fmi.

Il consolidamento del sistema bancario "può svolgere un ruolo utile" per ritrovare efficienza ma "non deve essere visto come una panacea per affrontare i problemi del settore bancario", sottolinea l'Fmi che evidenzia come fusioni e acquisizioni "debbano essere parte di una strategia complessiva". In Italia, mettono nero su bianco gli economisti di Washington, "il recupero della redditività non può venire solo dal M&A ma sono necessarie anche altre misure, come le riforme strutturali e gli interventi necessari a risolvere il problema degli Npl".

E' necessario "recuperare efficienza" nel settore bancario italiano, insieme alle "misure per pulire i bilanci", per "tornare a una redditività sana".
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