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Editoriali

5 marzo 2019

Decreto semplificazioni: “cercasi” semplificazioni impossibili

Autore: Nicola Forte
editoriale forte
All’indomani dell’approvazione della Legge di Bilancio 2019 e dopo la “pace fiscale” torna a parlarsi di semplificazioni, ma se la “cancellazione” di alcuni adempimenti non sarà effettiva, entro breve tempo potrebbe riaprirsi una “nuova stagione” delle sanatorie.

In base all’attuale sistema tributario è praticamente impossibile commettere errori e anche quando questi sono di lieve entità, lo Stato continua a perseguire i “trasgressori”. Sembrava che la fattura elettronica fosse la panacea in grado di risolvere ogni problema. Sembrava si trattasse di una novità in grado di dare un “colpo di spugna” a numerosi adempimenti inutili e invece, il saldo è ancora negativo. Se si procede ad effettuare la fotografia del sistema al 31 dicembre 2018 e nell’anno 2019, sarà facile dimostrare ancora una volta che gli adempimenti sono aumentati senza che possa dirsi neppure avviato quel processo di semplificazione che tutti invocano come necessario a partire dai principali leader politici.

Reverse charge e split payment
Una delle tante misure annunciate nel corso dell’ultima campagna elettorale riguardava l’abrogazione dello split payment e dell’inversione contabile ai fini Iva. Si tratta di specifiche modalità, che derogano alla disciplina ordinaria, riguardanti le modalità di assolvimento dell’imposta sul valore aggiunto.

In conseguenza dell’applicazione degli articoli 17 e 17 – ter del D.P.R. n. 633/1972 i contribuenti non sono in grado di incassare il tributo in quanto il relativo debito risulta trasferito sulla posizione del cessionario. L’applicazione dello split e dell’inversione contabile, non consentendo il “recupero immediato” dell’eccedenza dell’Iva a credito sugli acquisti, determina la formazione di rilevanti crediti Iva che le imprese non riescono in molti casi ad utilizzare. La contrazione di liquidità rappresenta un ulteriore elemento che rende meno concorrenziali le predette imprese sul mercato.

L’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica avrebbe dovuto agevolare l’abrogazione delle predette misure, che però, ad eccezione delle prestazioni poste in essere dagli esercenti arti e professioni, sono a tutt’oggi pienamente in vigore.

Cancellati due spesometri l’anno e previsti dodici invii dei dati delle operazioni con l’estero
L’obbligo di emissione delle fatture in formato digitale avrebbe dovuto determinare l’abrogazione di numerosi adempimenti, ma con un abile gioco delle tre carte il Legislatore ha “confuso” le idee. Il sistema risulta sicuramente peggiorato ed i compiti degli operatori sono ancor più gravosi rispetto al precedente anno che si è chiuso da poco più di due mesi.

L’unica abrogazione dei numerosi adempimenti ha interessato lo spesometro, ma in realtà la cancellazione dell’obbligo di trasmissione dei dati delle operazioni Iva è stata subito sostituita con un altro adempimento il c.d. “esterometro”. La situazione, però, è addirittura peggiorata. Infatti, mentre lo spesometro poteva essere inviato con periodicità semestrale, la comunicazione dei dati delle operazioni da e verso l’estero, deve essere effettuata con periodicità mensile. Sono stati quindi cancellati due adempimenti l’anno (due invii semestrali) e ne sono stati introdotti dodici in conseguenza dell’invio mensile dei dati.

Durante questi giorni i tecnici dell’Agenzia delle Entrate hanno espresso parere positivo sulla possibilità di trasformare la periodicità dell’invio dei dati delle operazioni da e verso l’estero da mensile a trimestrale. Si tratta di un miglioramento, ma la situazione è comunque peggiore rispetto al passato, quando l’adempimento (lo spesometro) era semestrale.

Il “saldo negativo”
Alla luce delle considerazioni precedentemente esposte è agevole verificare come il numero dei nuovi adempimenti risulti incrementato rispetto al passato. L’esterometro, come detto, ha di fatto sostitutivo lo spesometro, ma è entrato in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica. Si tratta di un adempimento in più e sotto questo profilo il saldo delle semplificazioni è negativo.

I principali leader politici, nel rilanciare il tema sempre più caldo delle semplificazioni fiscali, hanno dichiarato la volontà di introdurre un principio fondamentale nel sistema tributario. L’introduzione di un nuovo adempimento avrebbe dovuto essere sempre preceduta dall’abrogazione di un altro adempimento. In questo caso, però, il principio risulterebbe già violato nel 2019. L’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica e del nuovo spesometro è stata preceduta dall’abrogazione del “vecchio” spesometro, ma il saldo è negativo a sfavore dei contribuenti. Nel 2019 abbiamo un adempimento in più rispetto al passato.
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