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L'esperto risponde

8 novembre 2019
Categorie: Iva > E-Fattura

Carente od omesso versamento bollo e-fattura. A ruolo la sanzione piena

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde domanda dubbio
Domanda
Sono a conoscenza che il Decreto fiscale di recente approvazione ha introdotto una specifica procedura di alert Fisco/contribuente laddove si verifichi un omesso/carente versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche in transito dal S.d.I. Si parla in prima battuta di applicazione della sanzione del 30% ridotta ad 1/3 e successiva iscrizione a ruolo del quantum dovuto laddove il contribuente si rilevi inadempiente.

In caso di iscrizione a ruolo definitiva, la sanzione presa a riferimento è quella ridotta o trova applicazione quella piena del 30%?

Risposta
Prima di rispondere al suo quesito è necessario riprendere la procedura finora in previsione e legata all’intervento del D.L. 34/2019; il richiamato decreto, all’articolo 12-novies consente all’Agenzia delle Entrate, a partire dal 1° gennaio 2020, già in fase di ricezione delle fatture elettroniche, di verificare con procedure automatizzate la corretta annotazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo, avendo riguardo alla natura e all’importo delle operazioni indicate nelle fatture stesse. L’Agenzia delle Entrate:
  • ove rilevi che sulle fatture elettroniche non sia stata apposta la specifica annotazione di assolvimento dell’imposta di bollo,
  • può integrare le fatture stesse con procedure automatizzate, già in fase di ricezione sul Sistema di interscambio (fonte: dossier ufficiale Decreto fiscale).

L’Agenzia include nel calcolo dell’imposta dovuta, da rendere noto a ciascun soggetto passivo IVA (ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del D.M. del 16 giugno 2014), sia l’imposta dovuta in base a quanto correttamente dichiarato nella fattura, sia il maggior tributo calcolato sulle fatture nelle quali non è stato correttamente indicato l’assolvimento dell’imposta. Il versamento avviene in riferimento alle fatture emesse in ciascun trimestre solare, entro il giorno 20 del primo mese successivo (ad esempio, fatture primo trimestre 2019 con versamento 23 aprile, primo giorno feriale utile). Nei casi residuali in cui non sia possibile effettuare tale verifica con procedure automatizzate, restano comunque applicabili le ordinarie procedure di regolarizzazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo e di recupero del tributo, ai sensi del D.P.R. n. 642 del 1972 che reca il Testo Unico sull’imposta di bollo (sanzione dal 100% al 500% dell’imposta con obbligazione in solido per colui che riceve la fattura).

Nella formulazione previgente, il terzo periodo dell’art 12-novies sopra citato, prevedeva che nel caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell'imposta resa nota dall'Agenzia delle Entrate secondo le ordinarie procedure, si applicasse la sanzione per ritardati od omessi versamenti, di cui all'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 (30% dell’importo non versato, ridotto alla metà nel caso di ritardo non superiore alla metà, ulteriormente ridotta nel caso di ritardo non superiore a quindici giorni).

Con le modifiche approvate con il decreto fiscale - D.L. 124/2019 - si introduce una specifica procedura di comunicazione tra Amministrazione e contribuente, “in caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento, l’Agenzia delle entrate comunica al contribuente con modalità telematiche l’ammontare dell’imposta, della sanzione amministrativa dovuta ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, ridotta ad un terzo, nonché degli interessi dovuti fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello dell’elaborazione della comunicazione; se il contribuente non provvede al pagamento, in tutto o in parte, delle somme dovute entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, il competente ufficio dell’Agenzia delle entrate procede all’iscrizione a ruolo a titolo definitivo”.

Detto ciò, in attesa di chiarimenti ufficiali che potrebbero arrivare con il decreto attuativo delle previsioni di cui all’art.12-novies del D.L. 34/2019, come di recente modificato dal decreto fiscale, a parere di chi scrive, l’iscrizione a ruolo riguarderà la sanzione piena del 30% e non quella ridotta ad 1/3.
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