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30 ottobre 2019
Categorie: Iva > Corrispettivi

Documento commerciale: la mancanza della voce “resto” non è sanzionabile

Autore: Redazione Fiscal focus
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Domanda
Un cliente del mio studio opera nel settore della grande distribuzione, effettuando attività di vendita al dettaglio presso diverse sedi. Trattandosi di impresa della grande distribuzione con un volume d’affari superiore a 400.000 euro è obbligato alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi già dal 1° luglio 2019. Il mio cliente, a seguito di alcune indagini interne al Gruppo, ha verificato che risulterebbero ammanchi di cassa inferiori laddove gli addetti alle casse calcolino l’importo del resto in via autonoma, senza affidarsi al supporto del registratore telematico, ed una maggiore velocità dell’addetto di cassa nel gestire la consegna del resto. Pertanto, il mio cliente vorrebbe sapere se, nell’ipotesi di pagamento in contanti e consegna all’addetto alla cassa di una somma di denaro superiore al corrispettivo dovuto, sia possibile non valorizzare la voce “resto”, prevista nel “Layout del documento commerciale”.

Risposta
Con l’introduzione dell’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione dei corrispettivi prevista dall’articolo 2, comma 1 del D. Lgs. n °127/2015, modificato dall’articolo 17 del D.L. n° 119/2018, i corrispettivi che vengono certificati attraverso l’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale sono destinati a scomparire.

Con decreto interministeriale del 7 dicembre 2016 sono state individuate le “tipologie di documentazione idonee a rappresentare, anche ai fini commerciali, le operazioni oggetto di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi”.

In seguito, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 28 ottobre 2016, prot. n. 182017, modificato dal Provvedimento del 18 aprile 2019, prot. n. 99297, è stata disciplinata la “Definizione delle informazioni da trasmettere, delle regole tecniche, degli strumenti tecnologici e dei termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri da parte dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo del 5 agosto 2015 n. 127”. Le specifiche tecniche per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi, allegate al provvedimento, per assicurare la necessaria ed inderogabile uniformità, prevedono un nuovo “Layout documento commerciale”, che riepiloga le voci che il documento deve contenere, tra le quali è ricompreso il tipo di pagamento adottato - contante, elettronico, ticket - il “non riscosso”, il “resto”.

La compilazione del documento commerciale è volta a tracciare in modo conforme, trasparente e completo il dettaglio dell’operazione di incasso.
Tuttavia, è opportuno precisare che l’eventuale mancata specificazione di tale informazione non è direttamente sanzionabile.

Conseguentemente, il suo cliente potrà provvedere ad eliminare la voce “resto” nel documento commerciale senza incorrere in alcun tipo di sanzione.
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