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L'esperto risponde

25 giugno 2019
Categorie: Regimi speciali > Regime Forfettario

Forfettari e incapienza d’imposta

Il passaggio dell’eccedenza dei contributi al familiare a cui si è a carico passa dalla loro indicazione in dichiarazione

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde - dubbio - domanda - quesito - interrogativo
Domanda - Un contribuente in regime forfettario, al suo primo anno di attività, ha conseguito un reddito esiguo che non gli permette di assorbire per intero i contributi previdenziali versati.
Essendo a conoscenza della possibilità di traslare i contributi, per la parte eccedente, al familiare a cui si è a carico, chiede di sapere se nella propria dichiarazione dei redditi dovrà indicare il totale dei contributi pagati o solo la parte che trova capienza nel reddito conseguito.

Risposta - I contribuenti forfettari (Legge 190/2014 e ss.mm.ii.) determinano il loro reddito imponibile applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti nel periodo d’imposta, un coefficiente di redditività nella misura indicata nell’allegato n. 4 annesso alla legge citata; coefficiente diversificato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata. Di conseguenza, i contribuenti a forfait non deducono i costi in via analitica.

Tuttavia, dal reddito determinato con l’applicazione dei coefficienti di redditività, sono deducibili i contributi previdenziali dovuti per legge, compresi i contributi previdenziali versati per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico, nonché quelli versati per conto dei collaboratori non fiscalmente a carico, a condizione che il titolare non abbia esercitato nei loro confronti il diritto di rivalsa.

Al riguardo, qualora i contributi versati siano superiori al reddito d’impresa o di lavoro autonomo determinato applicando i coefficienti di redditività, l’eccedenza può essere dedotta dal reddito complessivo, ai sensi dell’articolo 10 del TUIR.

Può essere il caso in cui, ad esempio, il contribuente oltre al reddito assoggettato ad imposta sostitutiva, consegua altresì ulteriori redditi, come quelli da locazione, per i quali non si è optato per la cedolare secca.

Venendo ora al quesito, come ribadito dall’Agenzia delle entrate nella Circolare n° 10/1019, l’eventuale eccedenza dei contributi previdenziali e assistenziali versati da un contribuente che applica il regime forfettario e che sia fiscalmente a carico può essere dedotta, ai sensi dell’articolo 10, comma 2, del TUIR, dai familiari indicati nell’articolo 433 del codice civile.

Detto ciò, in dichiarazione (Modello Redditi) devono essere riportati per intero i contributi previdenziali deducibili anche per la parte che sarà poi effettivamente portata in deduzione dal familiare cui si è a carico.

Le istruzioni che accompagnano il modello Redditi PF2019, specificano che nel quadro LM (sezione II, regime forfettario), rigo LM35 (contributi previdenziali e assistenziali), colonna 1, va indicato l’ammontare (per il totale) dei contributi previdenziali e assistenziali versati nel periodo d’imposta oggetto di dichiarazione, in ottemperanza a disposizioni di legge. Nella colonna 2, deve essere indicato l’importo dei predetti contributi che trova capienza nel reddito indicato nel rigo LM34, colonna 3.

Di seguito, nel rigo LM49 andrà indicata l’eventuale eccedenza dei contributi previdenziali ed assistenziali data dalla differenza tra gli importi indicati in colonna 1 e colonna 2 del rigo LM35.
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