Registrati ora
Abbonamenti

L'esperto risponde

18 ottobre 2019
Categorie: Regimi speciali > Regime Forfettario

Forfettari: la ripresa a tassazione dei crediti previdenziali

Autore: Redazione Fiscal Focus
esperto risponde - dubbio - domanda - quesito - interrogativo
Domanda
Un mio cliente, che usufruisce del regime forfettario, ha dedotto dal reddito d’impresa dell’anno 2017, dichiarato nel modello redditi 2018, un importo complessivo di 2.500,00 euro versato all’INPS a titolo di contributi previdenziali per la propria posizione pensionistica.

Nel corso del 2018 ha utilizzato in compensazione, per il pagamento di altri debiti, una quota di quei contributi pari a 1.000,00 euro emergenti a credito dal quadro RR. La quota di contributi recuperata ha determinato nell’anno 2017 un “indebito” risparmio fiscale per il contribuente pari a 150,00 euro: si tratta dell’importo corrispondente all’aliquota del 15% della prevista imposta sostitutiva applicata sull’importo recuperato in compensazione (o a rimborso).

Nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta 2018, da presentare entro il prossimo 2 dicembre, occorrerà riprendere a tassazione l’importo dedotto l’anno prima e successivamente utilizzato in compensazione, scomputandolo dai contributi deducibili versati nell’anno 2018?

Risposta
L’articolo 10, lettera e) del TUIR prevede che “Dal reddito complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formarlo, i contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi”.

L’articolo 17, comma1, lettera n-bis) del TUIR prevede che sono soggette a tassazione separata le somme conseguite a titolo di rimborso di imposte o di oneri dedotti dal reddito complessivo o per i quali si è fruito della detrazione in periodi di imposta precedenti.

Pertanto, se da un lato è richiesto l’onore del versamento dei contributi previdenziali, dall’altro viene riconosciuta la deducibilità integrale, e nel caso in cui vengano versati contributi previdenziali superiori quanto effettivamente dovuto viene riconosciuto al contribuente un credito che potrà compensare.

Considerato che nell’anno in cui si è effettuato il maggiore versamento, il quale ha generato un credito, tale importo è stato anche dedotto, sarà necessario riprendere tale importo a tassazione.

L’articolo 1, comma 64 della Legge n° 190/2014 stabilisce che: “i forfettari determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività […] I contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell'impresa familiare fiscalmente a carico, ai sensi dell'articolo 12 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni, ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi, si deducono dal reddito determinato ai sensi del presente comma […]".

Nel caso da lei prospettato, in cui i contributi rimborsati siano stati precedentemente dedotti dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo prodotto da un contribuente in regime forfettario, il recupero a tassazione dovrà avvenire secondo l’aliquota prevista dal regime agevolato mediante la compilazione del quadro LM del Modello Redditi.

Se dunque il suo cliente, contribuente forfettario, nel corso del 2018 ha versato contributi previdenziali per 2.500,00 euro, dovrà dedurre dal reddito d’impresa – per differenza – l’importo di 1.000,00 euro che dovrà essere indicato nel rigo LM35.

Se, invece, l’importo di contributi previdenziali versati nel corso del 2018 è inferiore all’importo dei contributi rimborsati e da riprendere a tassazione, oppure è pari a zero, nel detto rigo dovrà essere indicata la differenza con il segno negativo che, di fatto, determinerà la maggiorazione del reddito imponibile sul quale calcolare l’imposta sostitutiva dovuta.
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata