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L'esperto risponde

7 ottobre 2019
Categorie: Isa > dichiarazione

ISA: indicatore degli ammortamenti

Autore: Redazione Fiscal Focus
esperto risponde casi e questioni caso domanda dubbio professionista
Domanda- Sono titolare di un’impresa. In data 14 dicembre 2018 ho acquistato arredi per 20.000 euro, appostando in contabilità il corrispondente ammortamento ad aliquota 15%, ridotta alla metà in quanto trattasi del primo anno, e pari quindi a 1.500 euro. Nella compilazione del Modello ISA scatta l’anomalia con punteggio pari a 1, anche se non c’è nessun errore di compilazione? Come posso rimediare? Devo segnalare quanto accaduto nelle note?

Risposta- Ricordiamo innanzi tutto quali solo i righi di riferimento e le regole di compilazione nel caso di beni mobili strumentali detenuti in proprietà:
  • Gli ammortamenti devono essere esposti al rigo F21 del prospetto contabile ai fini ISA, colonna 1, e poi specificati nel “di cui” posto alla colonna 2 (poiché si tratta di beni mobili).
  • Il valore dei beni strumentali deve invece essere indicato al rigo F27 colonna 1, senza ulteriori specifiche posto che le colonne 2 e 3 sono dedicate rispettivamente all’indicazione del “di cui” relativo a beni detenuti in forza di contratti di locazione non finanziaria (noleggi), e contratti di locazione finanziaria (leasing).

Ciò che viene verificato, con l’apposito indicatore di anomalia, è che il rapporto tra gli ammortamenti appostati a conto economico ed il valore dei beni strumentali sia “ragionevole”, ovvero rientri entro una determinata soglia percentuale.

Per quanto riguarda la determinazione del rigo F27, valore dei beni strumentali, la stessa impresa dovrà invece rispettare la regola del rapporto a giorni del costo sostenuto, e quindi i 20.000 euro, immessi nel processo produttivo in data 14 dicembre 2018, peseranno per soli 986 euro.

Se l’azienda detiene anche altri beni strumentali in proprietà, magari di importo considerevole, questa sproporzione apparente verrà ad essere probabilmente ininfluente, perché nella media degli ammortamenti totali rispetto al valore dei beni strumentali complessivo è probabile che la soglia prevista dall’ISA (che varia a seconda del modello di riferimento) venga comunque rispettata.

Ma se, in ipotesi, gli altri beni utilizzati sono detenuti in forza di contratti di leasing (per i quali è previsto un diverso e specifico controllo), che nell’ambito di questo indicatore non vengono considerati affatto, oppure il bene preso ad esempio è l’unico detenuto a qualsiasi titolo, ecco accadere che:
  • Ammortamenti euro 1.500: Valore dei beni strumentali euro 986 = incidenza ammortamenti 152,13%,

ovvero ben superiore alle soglie massime previste, che variano indicativamente da un 30% ad un 60% a seconda del settore di attività.

Il risultato di quanto sopra esemplificato è che, a fronte di valori reali e correttamente esposti, per il contribuente scatterà l’indicatore di anomalia relativo all’“incidenza degli ammortamenti”, con conseguente punteggio 1 (non rimediabile), che va ad abbattere drasticamente l’indice di affidabilità fiscale complessivo.

In questi casi, non vi è altra soluzione che far presente la problematica nelle note (o aggirare il problema aumentando il valore dei beni strumentali, ma attenzione, perché in questo caso si violano le regole di compilazione previste per il modello ISA, seppure andando ad aumentare un valore di riferimento che tendenzialmente dovrebbe comportare un aggravio di valore aggiunto atteso per il contribuente).
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