Registrati ora
Abbonamenti

L'esperto risponde

31 ottobre 2019
Categorie: Contratti > Locazione

Locazioni brevi e cedolare secca: possibile l’opzione se la locazione è al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa

Autore: Redazione Fiscal Focus
casa immobile locazione affitto cedolare secca imu tasi
Domanda- Un cliente del mio studio è intenzionato ad affittare per brevi periodi un appartamento a turisti tramite il portale online “AirBnB”, che offre servizi di pubblicità, intermediazione, prenotazione, valutazione e rendicontazione. L’attività di affittacamere verrà svolta dal mio cliente come persona fisica. Potrà optare per l’imposta sostitutiva nella forma della cedolare secca di cui all’art. 3 del d.lgs. 14 marzo 2011 n. 23?

Risposta- Con l’articolo 4 del DL n° 50/2017 convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 è stato introdotto uno specifico regime fiscale applicabile ai redditi derivanti dalle locazioni brevi di unità immobiliari ad uso abitativo, situate in Italia, di durata non superiore a 30 giorni, inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, ovvero soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare.

A decorrere dal 1° giugno 2017, ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve stipulati a partire da tale data si applicano le disposizioni dell'articolo 3 del DLgs. N°23/2011, con l'aliquota del 21 per cento in caso di opzione per l'imposta sostitutiva nella forma della cedolare secca.

Con la circolare n°24/2017 l’Agenzia delle Entrate ha specificato che la disciplina per le locazioni brevi si applica sia nel caso di contratti stipulati direttamente tra locatore (proprietario o titolare di altro diritto reale, sublocatore, comodatario) e conduttore, sia nel caso in cui in tali contratti intervengano soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online, che mettono in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare.

Tale disciplina non può trovare applicazione nel caso in cui, oltre all’abitazione, siano forniti dei servizi aggiuntivi che non presentano una connessione con le finalità residenziali dell’immobile, come ad esempio la somministrazione la colazione, i pasti, la messa a disposizione di un auto a noleggio e di guide turistiche.

In caso di intervento nella stipula del contratto da parte dell’intermediario immobiliare, questo è tenuto a comunicare all’amministrazione i dati relativi ai contratti e alla conservazione dei relativi documenti.

Invece nel caso in cui l’intermediario incassi i canoni di locazione opererà, in qualità di sostituto d’imposta, una ritenuta del 21% sull’ammontare dei corrispettivi e provvederà al versamento della stessa attraverso il modello F24, utilizzando il codice tributo 1919. Inoltre, tali soggetti, devono rilasciare la relativa certificazione e trasmetterla entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di conclusione del contratto.

La norma richiede che il contratto sia stipulato da persone fisiche che pongono in essere la locazione al di fuori della attività d’impresa. Devono ritenersi escluse dall’ambito applicativo della norma le locazioni brevi che rientrano nell’esercizio di attività d’impresa.

Alla luce di quanto finora esposta, il suo cliente potrà applicare il regime fiscale previsto dal citato art. 4, consistente nella possibilità di optare per l’imposta sostitutiva nella forma della cedolare secca di cui all’art. 3 del d.lgs. 14 marzo 2011 n. 23.
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata