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L'esperto risponde

3 dicembre 2019
Categorie: Regimi speciali > Regime Forfettario

Rapporti di lavoro e contratti misti. Via libera al forfait

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde casi e questioni caso domanda dubbio professionista
Domanda - Ho da poco terminato un periodo di stage formativo con borsa di studio presso un noto istituto bancario della città in cui risiedo; pochi giorni fa mi è stato proposto di lavorare presso la filiale con un rapporto di lavoro misto ossia rapporto di lavoro subordinato part-time a tempo indeterminato e, contestuale, parallelo e distinto, rapporto di lavoro autonomo, previa iscrizione all'Albo dei consulenti finanziari.
In tale caso, per l’attività di lavoro autonomo è possibile ricorrere al regime a forfait o si configurano precise cause ostative?

Risposta - La lettera d-bis) del comma 57 della Legge 190/2014 e ss.mm.ii, post intervento della Legge 145/2019, prevede che non possono avvalersi del regime forfetario "le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d'imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro, ad esclusione, come da modifica introdotta dal D.L. 135/2019 post conversione in Legge, dei soggetti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatorio ai fini dell'esercizio di arti o professioni”.

Nella circolare n. 9/E del 10 aprile 2019 si afferma che "la nuova causa ostativa contenuta nella citata lettera d-bis) risponde alla ratio di evitare artificiose trasformazioni di attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo, prevedendo a tal fine un periodo di sorveglianza". La circolare summenzionata precisa altresì che, "nella particolare ipotesi in cui, prima dell'entrata in vigore della richiamata lettera d-bis), il contribuente conseguiva sia redditi di lavoro autonomo (o d'impresa) sia redditi di lavoro dipendente (o assimilati) nei confronti del medesimo datore di lavoro, la causa ostativa in esame non potrà trovare applicazione se i due rapporti di lavoro persistono senza modifiche sostanziali per l'intero periodo di sorveglianza”. Ciò sulla base dell'assunto che "in tal caso, non può verificarsi alcuna trasformazione di attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo che la causa ostativa intende evitare, permanendo immutato l'assetto negoziale antecedente la modifica normativa".

In merito al caso specifico del suo quesito, una situazione simile è stata affrontata dall’Agenzia delle entrate con la risposta n° 484/2019 con la quale, l’Amministrazione Finanziaria ha messo in evidenza come per i c.d. "contratti misti" stipulati successivamente all'entrata in vigore della modifica introdotta dalla legge di bilancio 2019, laddove non sia ravvisabile un preesistente rapporto di lavoro dipendente e l'utilizzo del c.d. contratto misto non comporti artificiose trasformazioni di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo, la causa ostativa non trovi applicazione. Tuttavia, laddove il duplice rapporto di lavoro (autonomo e dipendente) dovesse subire modifiche sostanziali, nel corso della durata dello stesso, volte a traslare una quota di redditi percepiti dalla tipologia di redditi di lavoro dipendente a quella di redditi di lavoro autonomo, la causa ostativa di cui al comma d-bis in parola troverebbe, senza dubbio, applicazione con conseguente fuoriuscita dal regime forfetario nel periodo d'imposta successivo a quello in cui si verifica il predetto mutamento sostanziale, ravvisandosi, in tali ipotesi, l'artificiosa trasformazioni di attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo, che la norma mira a contrastare.

Sempre l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, qualora l'attività di lavoro autonomo, dovesse essere un'attività effettivamente riconducibile, ai fini fiscali, ad un rapporto di lavoro da cui ritrarre reddito di lavoro dipendente o assimilato a quello di lavoro dipendente il regime forfetario in commento non potrà, in ogni caso, trovare applicazione.

Nel rispetto delle suddette indicazioni e delle ulteriori condizioni di accesso al regime, nel caso in esame è possibile ricorrere al forfait: la borsa di studio seppur considerata quale reddito assimilato a quello di lavoro dipendente non rientra in ogni caso nell’ambito di applicazione della causa ostativa di cui alla lettera d-bis.
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