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31 ottobre 2019
Categorie: Irpef > Detrazione

Spese universitarie: possibile detrarre anche le spese di ricognizione

Autore: Redazione Fiscal Focus
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Domanda- Un contribuente, nel 1974, si è iscritto al corso biennale di Amministrazione tenuto presso la Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino e ha frequentato gli anni accademici 1974/1975 e 1975/1976, superando con profitto tutti gli esami previsti dal corso di studi senza, tuttavia, presentare e discutere la tesi.

Nel 2018 il contribuente ha effettuato la “ricognizione” e ha presentato la tesi, che ha poi discusso a marzo 2018. Per la ricognizione e la tesi il contribuente ha sostenuto la spesa di 8.400 euro, come risulta dalla fattura rilasciata dalla Scuola di Amministrazione Aziendale - SAA.
Il contribuente può portare in detrazione tale importo come spesa di istruzione universitaria?

Risposta - L'articolo 15, comma 1, lettera e) del TUIR prevede una detrazione dall’imposta lorda del 19 per cento per le spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali.

L'importo delle spese da portare in detrazione per la frequenza di corsi presso università non statali non può essere superiore a quello stabilito annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca da emanare entro il 31 dicembre di ogni anno, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali.

La detrazione spetta per le spese sostenute per la frequenza di:
  • corsi di istruzione universitaria;
  • corsi universitari di specializzazione;
  • master universitari;
  • corsi di dottorato di ricerca;
  • istituti tecnici superiori (ITS);
  • nuovi corsi istituiti ai sensi del d.P.R.. n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati.

La detrazione spetta per le spese sostenute, anche se riferite a più anni, per:
  • tasse di immatricolazione ed iscrizione (anche per gli studenti fuori corso);
  • soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea;
  • la frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA).

La ricognizione è il procedimento amministrativo che lo studente, non decaduto o rinunciatario, può utilizzare qualora, a seguito di un periodo di interruzione degli studi, ossia di omesso pagamento di tasse e contributi universitari, intenda riattivare la propria carriera accademica.

In tal caso lo studente presenta domanda di ricognizione previo pagamento della tassa di ricognizione, cioè una quota forfettaria che viene richiesta in luogo dell'intero importo delle tasse d'iscrizione degli anni già trascorsi.

Il "Regolamento Tasse e Contributi a.a. 2019-2020" dell'Università degli Studi di Torino, al punto 17.4 in tema di ricognizione precisa che "coloro che non abbiano rinnovato l'iscrizione per almeno due anni accademici consecutivi, possono riattivare la carriera pagando un diritto fisso di importo pari a euro 200,00 per anno accademico e regolarizzando eventuali posizioni debitorie relative ad anni accademici precedenti al periodo di interruzione".

Ciò posto, nel presupposto che il corso della Scuola di Amministrazione Aziendale dell'Università degli Studi di Torino rientri fra quelli di laurea di perfezionamento e/o di specializzazione di università statali e non statali previsti dalla norma, si ritiene che il contribuente possa portare in detrazione le spese sostenute per la cosiddetta "ricognizione", oltre ad i costi sostenuti per la tesi, atteso che le tra le spese ammesse all'agevolazione rientrano anche quelle pagate dagli studenti fuori corso e riferite a più anni accademici.
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