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L'esperto risponde

14 ottobre 2019
Categorie: Iva > Corrispettivi

Vendite per corrispondenza e scontrino elettronico

Autore: Sandra Pennacini
esperto risponde dubbio domanda quesito
Domanda
Un’azienda esercita attività di vendita per corrispondenza di prodotti cosmetici. I prodotti ceduti sono generalmente di modico valore e gli acquirenti sono soggetti privati (consumer). Attualmente l’azienda non emette né scontrino fiscale né ricevuta fiscale, ed i corrispettivi vengono semplicemente annotati sull’apposito registro. Quali adempimenti deve rispettare l’azienda a partire dal 1 gennaio 2020 alla luce dell’introduzione dell’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi?

Risposta
L’attività posta in essere rientra nel regime particolare delle vendite a distanza, disciplina peraltro applicabile anche al commercio elettronico indiretto, cd. e-commerce, che vede l’ordinativo partire via web, il pagamento eventualmente gestito parimenti tramite strumenti elettronici via internet e una fase di consegna fisica del bene all’acquirente finale.
Indipendentemente dalle modalità tramite le quali l’azienda riceve gli ordinativi e dalle modalità utilizzate dagli acquirenti delle merci per provvedere al saldo di quanto acquistato, posto che trattasi di vendita per corrispondenza, allo stato attuale, correttamente, l’azienda non emette né scontrino, né ricevuta fiscale, e ciò in forza della specifica normativa relativa alle vendite a distanza o per corrispondenza, che prevede, ai sensi dell’articolo 2, lettera oo) del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696, l’esonero dall’emissione dello scontrino fiscale o della ricevuta fiscale.

L’introduzione dell’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, in vigore dal 1 gennaio 2020 per la generalità dei contribuenti che conseguono corrispettivi, e già in vigore dal 1 luglio 2019 per quei contribuenti che hanno superato nell’anno 2018 un volume d’affari di 400mila euro, prevede che gli scontrini fiscali e le ricevute fiscali non siano più utilizzabili, sostituite dal documento commerciale alla cui emissione si può ottemperare dotandosi di un Registratore Telematico, oppure utilizzando l’applicazione dell’Agenzia delle Entrate “documento commerciale on line”.
L’introduzione dei corrispettivi telematici, tuttavia, non muta le regole pregresse in materia di esonero dagli obblighi di certificazione dei corrispettivi.

E’ infatti fondamentale ricordare che in data 10 maggio 2019, con Decreto Ministeriale, sono stati stabiliti una serie di esoneri in materia di corrispettivi elettronici. Taluni esoneri limitati solo a particolari fattispecie per le quali l’obbligo decorrente dal 1 luglio 2019 poteva essere legittimamente posticipato al 1 gennaio 2020, altri esoneri, invece, di carattere generale e validi dal 1 gennaio 2020 e sino a che non interverranno (se interverranno) ulteriori modifiche normative.
Tale Decreto Ministeriale ha stabilito, per quanto qui di interesse, che gli esoneri già in vigore in materia di emissione di scontrino fiscale o ricevuta fiscale restano validi anche con riferimento al documento commerciale.

In sostanza, chi legittimamente non emetteva scontrino o ricevuta, come appunto nel caso delle vendite per corrispondenza, altrettanto legittimamente non sarà tenuto ad adempiere alla tenuta dei corrispettivi telematici. Non sorge quindi alcun obbligo di rilascio di documento commerciale, né di memorizzazione elettronica dei corrispettivi, e di conseguenza di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi stessi.
Posto che non sorge obbligo di gestione dei corrispettivi telematici, dovrà essere mantenuta l’attuale impostazione: i corrispettivi giornalieri, pertanto, dovranno continuare ad essere annotati sul registro dei corrispettivi di cui all’articolo 24 D.P.R. 633/72. L’obbligo di tenuta di tale registro, infatti, viene meno per i soggetti che trasmetteranno i corrispettivi telematici, ma resta pienamente in vigore nei casi, come quello in oggetto, in cui non si procederà con la memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati.

Si ricorda che l’avvento dei corrispettivi telematici, o come nel caso specifico l’esonero dalla tenuta degli stessi, non va in alcun modo ad intaccare le regole in ordine all’esigibilità dell’imposta. Trattandosi di cessioni di beni, l’esigibilità dell’imposta si verifica nel momento in cui avviene la consegna dei beni, oppure nel momento del pagamento se questo avviene prima della consegna stessa, ed è nel momento in cui si verifica l’esigibilità che il corrispettivo deve essere annotato sul registro di cui all’articolo 24 DPR 633/72.

Si rammenta inoltre che l’esonero riguarda solo le vendite effettuate per corrispondenza. Pertanto, nel caso in cui la medesima azienda effettui, per esempio, anche cessioni in locali aperti al pubblico, tali corrispettivi dovranno essere certificati con documento commerciale ed i relativi corrispettivi trasmessi telematicamente, mentre sul registro dei corrispettivi giornaliero (cartaceo) saranno annotati solo i corrispettivi derivanti dalle vendite effettuate per corrispondenza.
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