L'esperto risponde

22 maggio 2019
Categorie: Iva > Corrispettivi

Commercio elettronico indiretto e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri

Autore: Andrea Amantea
domanda esperto risponde casi questioni
Domanda- Si chiede di sapere se l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri riguarderà altresì il commercio elettronico indiretto.

Risposta - L’articolo 2, comma 1, del D.Lgs. n. 127 del 2015 così come modificato dal D.L. 119/2018, prevede che «A decorrere dal 1° gennaio 2020 i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri. La memorizzazione elettronica e la connessa trasmissione dei dati dei corrispettivi sostituiscono gli obblighi di registrazione di cui all’articolo 24, primo comma, del suddetto decreto n. 633 del 1972. Le disposizioni di cui ai periodi precedenti si applicano a decorrere dal 1° luglio 2019 ai soggetti con un volume d’affari superiore ad euro 400.000. Per il periodo d’imposta 2019 restano valide le opzioni per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi esercitate entro il 31 dicembre 2018. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere previsti specifici esoneri dagli adempimenti di cui al presente comma in ragione della tipologia di attività esercitata».

In termini pratici, il suddetto obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi che decorre dal 1° gennaio 2020:
  • è anticipato al 1° luglio 2019 per coloro che hanno un volume d’affari superiore a 400.000 euro annui;
  • sostituisce la registrazione dei corrispettivi di cui all’articolo 24, primo comma, del decreto IVA (la quale, occorre evidenziare, resta comunque possibile su base volontaria);
  • sostituisce le modalità di assolvimento dell’obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi, prima assolto attraverso ricevuta fiscale o scontrino fiscale, fermo restando l'obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente.

Il D.M. MEF del 10 maggio ha individuato le operazioni per le quali, in fase di prima applicazione, l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri non è tassativo.
Venendo ora al suo quesito, la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri non riguarda, al momento, il commercio elettronico indiretto, in quanto assimilato alle vendite per corrispondenza (vedi risoluzione n° 274/E 2009) e pertanto, non soggetto all’obbligo di emissione della fattura (se non richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione), come previsto dall’articolo 22 del decreto IVA, né all’obbligo di certificazione mediante emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale ai sensi dell’articolo 2, lettera oo), del d.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696.

Previsione confermata anche dall’art. 1 comma 1 del Decreto MEF sopra citato, che all’art. 1 prevede l’esonero, seppur in via non definitiva, dall’obbligo in commento, per le operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi, ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696, del D.M. 13 febbraio 2015 e del D.M. 27 ottobre 2015, tra le quali rientrano e cessioni di beni poste in essere da soggetti che effettuano vendite per corrispondenza, limitatamente a dette cessioni, a cui è assimilato il commercio elettronico indiretto.
I corrispettivi delle vendite dovranno, tuttavia, essere annotati nel registro previsto dall’articolo 24 del decreto IVA, ferma l’istituzione, insieme allo stesso, di quello di cui al precedente articolo 23 per le fatture eventualmente emesse (vedi risposta Agenzia delle entrate, n° 9/2019).
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