L'esperto risponde

14 marzo 2019
Categorie: Accertamento e riscossione > Ravvedimento

Compliance: l’importo dovuto non può essere rateizzato

Autore: Pasquale Pirone
esperto risponde dubbio domanda
Domanda – Un contribuente ha ricevuto una lettera di compliance da parte dell’Agenzia delle Entrate in cui gli viene contestata l’omessa indicazione nel Modello Redditi/2017 di un reddito da locazione (soggetto a cedolare secca). Gli viene chiesta una maggiore imposta di 1.000 euro con conseguente possibilità di ravvedimento. Il contribuente si ritrova con quanto gli viene contestato ed ora, quindi, vorrebbe aderire alla compliance. Si chiede di sapere se è possibile rateizzare la maggiore cedolare secca contestatagli.

Risposta – I contribuenti possono ritrovarsi destinatari di una comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, con cui quest’ultima, sulla base dei dati in suo possesso, contesta l’omessa indicazione in dichiarazione di alcuni redditi tra cui anche quelli dei fabbricati derivanti da contratti di locazione di immobili (compresi quelli per i quali si è scelto il regime della cedolare secca). È questa la c.d. lettera di compliance, inviata tramite Posta Elettronica Certificata (attiva/registrata all’INIPEC) ovvero per posta ordinaria nei casi in cui il predetto indirizzo PEC fosse non attivo o non registrato.

Una volta ricevuta la comunicazione, il contribuente può richiedere ulteriori informazioni in merito al contenuto (rivolgendosi al numero verde 800.909.696 da telefono fisso oppure allo 06.96668907 da cellulare, oppure direttamente alla Direzione Provinciale di competenza o ad uno degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate). Qualora, poi, non dovesse ritrovarsi con quanto contestatogli, questi può segnalare all’Amministrazione finanziaria (direttamente o anche tramite un intermediario abilitato alla trasmissione telematica delle dichiarazioni), fatti, elementi e circostanze dalla stessa non conosciuti (ciò può essere fatto mediante il canale assistenza dei CAM o degli Uffici territoriali delle Direzioni provinciali dell’Agenzia; inoltre, è possibile trasmettere documentazione in formato elettronico tramite il canale CIVIS). Nel caso in cui, invece, il contribuente dovesse ritrovarsi con quanto gli viene contestato, egli può mettersi in regola presentando una dichiarazione dei redditi integrativa e versando la maggiore imposta contestata ricorrendo al ravvedimento operoso. A tal proposito, come si legge anche nella guida predisposta dall’Agenzia delle Entrate sull’argomento, il versamento delle somme dovute non può essere rateizzato.
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