L'esperto risponde

16 aprile 2019
Categorie: Accertamento e riscossione > Pace Fiscale

Definizione liti pendenti per una cartella esattoriale da controllo formale

Autore: Andrea Amantea
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Domanda- Si chiede di sapere se è ammessa la possibilità di accedere alla definizione delle liti pendenti per una controversia avente ad oggetto una cartella esattoriale da controlli 36-ter, con i quali sono state contestate maggiori detrazioni Irpef rispetto a quelle effettivamente spettanti.

Risposta - Innanzitutto individuiamo a livello normativo e procedurale il controllo formale 36-ter del D.P.R. 600/73.
Tramite i citati controlli, l’Amministrazione finanziaria verifica che i dati esposti in dichiarazione siano conformi alla documentazione conservata dal contribuente e ai dati rilevabili nelle dichiarazioni presentate da altri soggetti o a quelli forniti da enti previdenziali e assistenziali, banche e imprese assicuratrici, ecc.

Il controllo formale consente di:
  • escludere in tutto o in parte lo scomputo delle ritenute d’acconto;
  • escludere in tutto o in parte le detrazioni d’imposta e le deduzioni dal reddito non spettanti in base ai documenti richiesti ai contribuenti o ai dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate;
  • determinare i crediti d’imposta spettanti in base ai dati risultanti dalle dichiarazioni e ai documenti richiesti ai contribuenti;
  • liquidare la maggiore imposta e i maggiori contributi dovuti sull’ammontare complessivo dei redditi risultanti da più dichiarazioni o certificazioni relative allo stesso anno e allo stesso contribuente;
  • correggere gli errori materiali e di calcolo commessi nelle dichiarazioni dei sostituti d’imposta.

La regolarizzazione delle comunicazioni (avvisi bonari) relative ai controlli formali deve essere effettuata entro 30 giorni dal ricevimento della prima comunicazione di irregolarità, con il pagamento dell’imposta dovuta, dei relativi interessi e della sanzione ridotta a 2/3 di quella ordinaria (30%). Trascorso il termine per usufruire della riduzione della sanzione (30 giorni) e in assenza del versamento richiesto, l’ufficio competente intraprende il procedimento ordinario di riscossione per il recupero dell’imposta, dei relativi interessi e della sanzione nella misura piena (iscrizione a ruolo).

Fatta tale doverosa premessa, la questione su esposta riguarda l’eventuale definizione della lite ai sensi dell’art. 6 del D.L. 119/2018 avente ad oggetto una cartella esattoriale da controlli 36-ter con i quali sono state contestate maggiori detrazioni Irpef rispetto a quelle effettivamente spettanti.

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n° 6/2019 ha messo in evidenza come, in linea generale, non sono definibili ai sensi dell’art. 6 D.L. 119/2018 e ss.mm.ii. le controversie aventi ad oggetto i ruoli per imposte e ritenute che, sebbene indicate dai contribuenti e dai sostituti d’imposta nelle dichiarazioni presentate, risultano non versate. I controlli su tali versamenti sono disciplinati dalla lettera f) del comma 2 dell’articolo 36-bis del DPR n. 600 del 1973, per le imposte dirette e per l’IRAP, e dalla lettera c) del comma 2 dell’articolo 54-bis del DPR 633/72, per l’IVA.

Stesse indicazioni valgono anche per l’ipotesi disciplinata dal comma 2-bis dell’articolo 36-bis del DPR n. 600 del 1973, che prevede la possibilità per l’Amministrazione finanziaria di controllare la tempestiva effettuazione dei versamenti ancor prima della presentazione della dichiarazione annuale da parte del contribuente o del sostituto d’imposta.

Detto ciò, però, i predetti articoli 36-bis (controlli automatici delle dichiarazioni), 36-ter (controlli formali), in materia di accertamento sui redditi, e 54-bis, rettifica delle dichiarazioni in ambito Iva, ammettono oltre al controllo dei versamenti anche la rettifica di alcuni dati indicati in dichiarazione e alla conseguente iscrizione a ruolo delle imposte dovute in misura superiore rispetto a quella dichiarata e liquidata dai contribuenti.

In tale caso, si pensi ad esempio alla rettifica delle detrazioni Irpef indicati in dichiarazione, come affermato dall’Agenzia delle entrate nella circolare sopra citata, il ruolo/cartella si differenzia dall’atto di mera riscossione dell’imposta, già dichiarata, liquidata e non versata dal contribuente e, dal momento che scaturisce dalla rettifica della dichiarazione, esso assolve anche una funzione di provvedimento impositivo. Le relative controversie sono ammesse, pertanto, alla definizione, ancorché riguardanti il ruolo.

Nel rispetto delle ulteriori previsioni di cui all’art. 6 del D.L. 119/2018, nel caso specifico su esposto è possibile ricorrere alla definizione delle liti pendenti.
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