L'esperto risponde

12 luglio 2019
Categorie: Iva > Corrispettivi

Documento commerciale. Con apposita integrazione anticipa la fattura differita

Autore: Andrea Amantea
esperto - dubbio - domanda - quesito
Domanda - Si chiede di sapere se il documento commerciale emesso in obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi, può ritenersi quale documento idoneo alla successiva fatturazione differita dell’operazione.

Risposta - A partire dal 1° luglio, per i soggetti con volume d’affari 2018 superiore a 400.000 € che effettuano operazioni di cui all’art. 22 del D.P.R. 633/1972 ossia commercio al minuto e attività assimilate, è già in essere l’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. L’obbligo decorrerà dal 1° luglio 2020 per i soggetti con volume d’affari inferiore a 400.000 € (si veda, a tal proposito, l’art. 17 del D.L. 119/2018 e ss.mm.ii.).

Il D.M. MEF del 10 maggio 2019 ha individuato le operazioni per le quali, in fase di prima applicazione, non è tassativo l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. Successivamente, il decreto crescita ha previsto un periodo di moratoria delle sanzioni disposte in violazione del suddetto obbligo, portando a 12 giorni il termine entro il quale effettuare la trasmissione telematica dei corrispettivi rispetto alla data di effettuazione dell’operazione, individuata ai sensi dell’art. 6 del decreto Iva.

Il nuovo obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, ha effetti diretti su specifici adempimenti operativi.
In particolare, sostituisce:

a) la registrazione dei corrispettivi di cui all’articolo 24, primo comma, del decreto IVA (la quale, occorre evidenziare, resta comunque possibile su base volontaria);
b) le modalità di assolvimento dell’obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi, prima declinato attraverso ricevuta fiscale o scontrino fiscale, fermo restando l'obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente.


Le disposizioni in tema di invio telematico dei corrispettivi non inficiano le regole generali in tema di IVA.

In merito al suo quesito, in obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi, gli operatori Iva, come sopra individuati, devono rilasciare al consumatore finale, al posto dello scontrino o della ricevuta fiscale, un documento con valenza commerciale memorizzando e trasmettendo i relativi dati all'Agenzia delle Entrate.

In via semplificativa, il documento commerciale deve contenere i seguenti elementi (vedi art. 2 D.M 7 dicembre 2016): dati del soggetto emittente (denominazione, ragione sociale, nome e cognome, partita IVA ed ubicazione dell’esercizio), descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi, ammontare del corrispettivo dovuto e pagato.

Nelle ipotesi in cui il documento commerciale, come previsto dal combinato disposto degli articoli 4 e 5 del Decreto ministeriale 7 dicembre 2016, a richiesta dell’acquirente, debba essere valido anche ai fini fiscali, oltre a riportare le necessarie informazioni (ossia, in aggiunta a quelle individuate nell’articolo 2 del decreto citato, «il codice fiscale o il numero di partita IVA dell’acquirente») sarà indispensabile non riprodurre la dicitura “non valido ai fini fiscali ai sensi dell’art. 2 del d.lgs. n. 127/2015”.

Detto ciò, in termini pratici, possiamo affermare che il documento commerciale integrato di Codice Fiscale o partita IVA dell’acquirente ossia con valenza fiscale, costituisce anche documento valido per la successiva emissione di fattura differita, ex articolo 21 comma 4 D.P.R. 633/72.
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