L'esperto risponde

6 dicembre 2018
Categorie: Iva > E-Fattura

E-fattura. Recapito in caso di partita Iva cessata o inesistente

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde dubbio domanda
Domanda - Si chiede di sapere se, in presenza di partita iva cessata o inesistente, la fattura elettronica viene comunque recapitata dal S.d.I. e dunque considerata emessa oppure la stessa viene scartata già a monte.
Risposta - Siamo oramai sempre più vicini alla data del 1° gennaio 2019, termine a partire dal quale entrerà in vigore l’obbligo di emissione delle fatture in formato elettronico sia nei rapporti B2B che B2C. Andrà dunque a pieno regime quanto già anticipato per la filiera carburanti e subappalti P.A.
Predominante sarà il ruolo del S.d.I (Sistema di interscambio), sistema informatico gestito dall’Agenzia delle Entrate.

Le fatture elettroniche in formato XML, contenente gli elementi minimi indicati nell’art.21/21- bis del Decreto Iva, D.P.R. 633/1972, transitano dal soggetto fornitore/prestatore al cliente solo tramite il Sistema di Interscambio (S.d.I.), altrimenti sono considerate non emesse.

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente 3 tipi di programmi per predisporre le fatture elettroniche, siamo dunque nella fase antecedente all’invio del file XML al S.d.I.:
  • Una procedura web, utilizzabile accedendo al portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia;
  • un software scaricabile su PC (tale procedura può essere utilizzata anche senza essere connessi in rete);
  • un’App per tablet e smartphone, denominata Fatturae, scaricabile dagli store Android o Apple (per l’uso di tale procedura occorre disporre di una connessione in rete).

È altresì ammesso il ricorso a software privati.

In via generale, una volta trasmessa la F.E. al S.d.I. (Sistema di interscambio), lo stesso S.d.I. recapita la fattura elettronica attraverso PEC o codice destinatario di 7 cifre legato all’attivazione di un canale telematico FTP o WEB-Service (vedi punto 2.2 del Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile) indipendentemente se questi indirizzi sono direttamente riconducibili al cliente o meno (vedi possibilità di delega ad un intermediario-provvedimento Agenzia delle entrate datato 15 novembre 2018).

Fatta tale premessa e venendo ora al suo quesito, di recente l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili specifiche F.A.Q. con le quali è stato affrontato anche il caso su esposto.

L’Amministrazione finanziaria ritiene che le due ipotesi, partita Iva inesistente o cessata, vanno distinte tra loro:
  • nel caso in cui la fattura elettronica riporti un numero di partita IVA ovvero un codice fiscale del cessionario/committente inesistente in Anagrafe Tributaria, il S.d.I. scarta la fattura in quanto la stessa non è conforme alle prescrizioni dell’articolo 21 del D.P.R. n. 633/72 (prescrizioni sul contenuto della fattura);
  • laddove invece, la fattura elettronica riporti un numero di partita IVA cessata ovvero un codice fiscale di un soggetto deceduto ma entrambi esistenti in Anagrafe Tributaria, il S.d.I. non scarta la fattura e la stessa sarà correttamente emessa ai fini fiscali: in tali situazioni l’Agenzia delle Entrate potrà eventualmente effettuare controlli successivi per riscontrare la veridicità dell’operazione.
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata