L'esperto risponde

3 maggio 2019
Categorie: Immobili > Estromissione

Estromissione 2019 in caso di partita IVA inattiva

Autore: Pasquale Pirone
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Domanda - Un contribuente (ditta individuale) con iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio, ha chiuso l’attività in data 31 marzo 2019, lasciando partita IVA aperta ma “inattiva” (quindi è ancora iscritto alla CCIAA ma con partita IVA inattiva). Questi può ugualmente accedere all’estromissione 2019 con riferimento ad alcuni immobili strumentali posseduti al 31 ottobre 2018?

Risposta - La Legge di Bilancio 2019 (comma 66) ha previsto la possibilità di estromettere, dal patrimonio dell’impresa, gli immobili strumentali (per destinazione o per natura) posseduti alla data del 31 ottobre 2018. Questa opzione, esercitabile solo dagli imprenditori individuali, va compiuta entro il 31 maggio 2019 (con effetto retroattivo al 1° gennaio 2019) e per l’esercizio della stessa rileva il “comportamento concludente”.

La scelta comporta il versamento di un’imposta sostitutiva da calcolarsi con aliquota dell’8% sulla differenza tra valore normale e valore fiscale dell’immobile estromesso (iI versamento deve avvenire in due rate, di cui una del 60% e l’altra del 40% rispettivamente, entro il 30 novembre 2019 e il 16 giugno 2020). L’Agenzia delle Entrate era già intervenuta in merito fornendo gli opportuni chiarimenti per l’edizione 2016 dell’agevolazione (Circolare n. 26/E/2016). Tali precisazioni sono state poi mutuate anche per l’edizione 2017 e da ultimo ulteriormente traslate all’edizione 2019 (Circolare n. 8/E/2019).

In riferimento al quesito in esame, l’Amministrazione finanziaria nei menzionati documenti di prassi ha affermato che “L’agevolazione spetta a coloro che rivestano la qualifica di imprenditori individuali alla data del 31 ottobre 2018 e la conservino al 1° gennaio 2019, data a decorrere dalla quale spiega effetto l’esercizio dell’opzione per l’esclusione; in caso contrario – perdita della qualità di imprenditore individuale alla data del 1° gennaio 2019 – è già venuto a verificarsi il presupposto per l’attribuzione alla sfera patrimoniale individuale dell’ex imprenditore degli immobili strumentali, con la conseguente applicazione dell’imposizione ordinaria sulle plusvalenze eventualmente realizzate”.

Affinché si possa estromettere l’immobile strumentale, dunque, è necessario che il contribuente abbia la qualifica di imprenditore sia al 31/10/2018 (data in cui il bene deve risultare presente nel patrimonio dell’impresa) sia all’ 1/1/2019 (data dalla quale ha efficacia l’estromissione). Nel caso del lettore i due requisiti sembrano entrambi soddisfatti (la partita IVA è divenuta inattiva al 31 marzo 2019, quindi il contribuente al 01/01/2019 aveva ancora la qualifica imprenditoriale), con la conseguenza che è da considerarsi ammesso al beneficio.
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