L'esperto risponde

6 dicembre 2018
Categorie: Regimi speciali > Regime Forfettario

Forfettari in fase di start-up. Permane l'aliquota ridotta anche nel 2019

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde - dubbio - domanda - quesito
Domanda - Sto seguendo i vari passaggi della Manovra 2019 alla Camera; per quanto di mio interesse, sono a conoscenza che nella bozza della Legge di Bilancio sono previste importanti modifiche al regime forfettario.

A tal proposito chiedo di sapere se un contribuente forfettario, con imposta sostitutiva applicabile al 5% ancora per altri tre anni, 2019-2020-2021, laddove dovessero essere confermate le modifiche sopra citate, può continuare ad usufruire dell’aliquota ridotta oppure tale possibilità gli sarà preclusa.

Risposta - Il regime forfettario rappresenta il regime naturale delle persone fisiche che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale, purché in possesso dei requisiti e contestualmente non incorrano in una delle cause di esclusione previste dalla stessa normativa di riferimento (Commi 54 e 57 Legge 190/214).

Ad esempio, tra i requisiti di accesso al regime è previsto che i soggetti già in attività e/o i soggetti che iniziano un’attività di impresa, arte o professione, nell’anno precedente devono aver conseguito ricavi o percepito compensi non superiori ai limiti indicati nell’allegato 4 alla Legge n. 190 del 2014 e ss.mm.ii., diversificati in base al codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata.

Tali soglie devono essere rispettate anche nei periodi di permanenza nel regime.
Detto ciò, il comma 65 della Legge 190/2014, ammette la possibilità di applicare al reddito determinato in maniera forfettaria, sulla base di specifici indici di redditività connessi al codice ATECO dell’attività svolta, un’imposta sostitutiva del 5% anziché del 15%, laddove:

a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l'inizio dell’impresa/professione, attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;
b) l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni.


Qualora venga proseguita un'attività svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti di accesso e permanenza al regime forfettario stesso.

Venendo alle previsioni contenute nella Bozza della Legge di Bilancio 2019, le principali novità riguardano:
  • la previsione di un unico limite di ricavi/compensi pari a 65.000 ai fini dell’accesso o permanenza nel regime forfettario indipendentemente dal codice ATECO dell’attività svolta (limite da verificare al 31-12-2018);
  • l’incompatibilità con il regime per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’articolo 5 del T.U.I.R ovvero a società a responsabilità limitata (anche non trasparenti) o ad associazioni in partecipazione (la soluzione è dismettere le partecipazioni entro il 31 dicembre 2018);
  • l’eliminazione del limite di valore dei beni strumentali impiegati nell’attività svolta in regime forfettario, nonché
  • del limite di spese per personale dipendente di cui ci si avvale nello svolgimento dell’attività.

Viene inoltre prevista l’incompatibilità del regime forfettario per coloro che hanno percepito redditi di lavoro dipendente o redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ed esercitano attività d’impresa, arti o professioni prevalentemente nei confronti anche di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti o, in ogni caso, nei confronti di soggetti agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili.

Ad ogni modo, in base a quanto detto finora, le novità non riguardano l’applicazione dell’aliquota al 5%, per cui a parere di chi scrive, nel suo caso specifico, salvo successivi emendamenti confermati nell’iter di approvazione della Legge di Bilancio non si rilevano motivi ostativi all’applicazione dell’aliquota ridotta.
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