L'esperto risponde

9 novembre 2018
Categorie: Dichiarazione > Modello Redditi 2018

Modello Redditi PF/2018 tardivo: la sanzione per l’integrativa

Autore: Pasquale Pirone
esperto risponde - dubbio - domanda - quesito
Domanda – Un contribuente ha omesso di inviare il Modello Redditi PF/2018 entro il 31 ottobre scorso. Il 7 novembre ha inviato la dichiarazione in forma “tardiva” versando la dovuta sanzione di 25 euro.

Ora si è accorto di aver omesso l’indicazione di un reddito da collaborazione occasionale conseguito nel 2017 e vorrebbe presentare un modello “integrativo”. La Circolare n. 42/E/2016 individua la sanzione da applicare in caso di dichiarazione integrativa a sfavore e da essa si evince che la sanzione è diversa a seconda se l’integrativa è presentata nei primi 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione oppure oltre i 90 giorni. Si chiede di sapere, nel caso in questione, se i 90 giorni decorrono dal 31 ottobre (termine ordinario di presentazione) oppure dal 7 novembre (termine di presentazione del modello “tardivo”).

Risposta – Il Modello Redditi PF/2018 andava presentato entro lo scorso 31 ottobre. Per chi ha saltato la citata scadenza è data la possibilità di inviare il Modello entro 90 giorni successivi, ossia entro il 29 gennaio 2019, versando una sanzione pari a 25 euro (Circolare n. 42/E/2016). Si parla in questo caso di dichiarazione “tardiva”. Solo qualora, il contribuente dovesse saltare anche la scadenza del 29/01/2019, la dichiarazione sarà considerata omessa e scatteranno le sanzioni di cui all’art. 1, comma 1, D.lgs. n. 471 del 1997, ai sensi del quale “nei casi di omessa presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive, si applica la sanzione amministrativa dal centoventi al duecentoquaranta per cento dell'ammontare delle imposte dovute, con un minimo di euro 250. Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da euro 250 a euro 1.000. Se la dichiarazione omessa è presentata dal contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo e, comunque, prima dell'inizio di qualunque attività amministrativa di accertamento di cui abbia avuto formale conoscenza, si applica la sanzione amministrativa dal sessanta al centoventi per cento dell'ammontare delle imposte dovute, con un minimo di euro 200. Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da euro 150 a euro 500. Le sanzioni applicabili quando non sono dovute imposte possono essere aumentate fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili”.

In altre parole, in caso di dichiarazione non presentata entro il 31/10/2018, il contribuente potrà presentare il modello entro il 29/01/2019 e versare la sanzione di 25 euro per la “tardività” (oltre a dover ravvedere l’eventuale omesso versamento delle imposte). Nel caso in cui, il contribuente non presenti il modello nemmeno entro il 29/01/2019, la dichiarazione sarà considerata omessa e non sarà più possibile sanare l’omissione dichiarativa (è possibile ravvedere solo l’eventuale omesso versamento delle imposte).

Ad ogni modo, qualora il contribuente dopo aver presentato il modello dichiarativo (sia in caso di modello presentato nel termine ordinario sia nel caso di modello tardivo) dovesse accorgersi di aver omesso l’indicazione di alcuni dati (redditi, oneri detraibili, ecc.) è possibile presentare una dichiarazione integrativa entro il 31 dicembre del 5° anno successivo quello di presentazione della dichiarazione che si va a correggere. Dunque, per il Modello Redditi PF/2018, l’integrativa (a favore o sfavore) potrà essere presentata entro il 31/12/2023.

Nel caso di presentazione di una dichiarazione integrativa “a sfavore”, come risulta dalla Circolare n. 42/E/216, il sistema sanzionatorio applicabile è diverso a seconda della tipologia di errore da correggere e a seconda che l’integrativa sia presentata nei primi 90 giorni dalla scadenza del termine ordinario o oltre il citato termine.

Dunque, nel caso oggetto del quesito i 90 giorni decorrono in ogni caso dal 31 ottobre 2018 e non dal 7 novembre. Sciolto il dubbio del lettore, andiamo ora ad individuare il sistema sanzionatorio applicabile.

L’omessa indicazione di un reddito è da annoverare tra quelli non rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale. In tale ipotesi, se l’integrativa è presentata nei primi 90 giorni, ossia entro il 29/01/2019, occorre versare la maggiore imposta, se dovuta, e gli interessi con decorrenza dalla scadenza del versamento. Occorre altresì versare la sanzione euro 250 (art. 8, comma 1), ridotta ad 1/9, ai sensi della lettera a-bis) più la sanzione per omesso versamento, se dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento.

Qualora, invece, l’integrativa a sfavore è presentata oltre il 29/01/2019, occorrerà versare la maggiore imposta, se dovuta, e gli interessi con decorrenza dalla scadenza del versamento più la sanzione pari al 90% della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del D.lgs. 472 del 1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento.
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