L'esperto risponde

Pace fiscale e accertamenti. Il debito si può rateizzare indipendentemente dall'importo

Autore: Andrea Amantea
esperto - dubbio - domanda - quesito
Domanda - Si chiede di sapere se, nell’ambito della definizione agevolata degli accertamenti, art. 2 del decreto fiscale, la possibilità di rateazione degli importi dovuti è legata all’entità del debito oppure è indipendente da essa.

Risposta - Il Decreto fiscale D.L. 119/2018 che accompagnerà la prossima manovra 2019, ha introdotto una serie di misura volte a favorire la definizione agevolata degli atti impositivi, di accertamento, di riscossione, legate in primis, all’attività di controllo dell’Agenzia delle entrate.

L’art. 2 del decreto fiscale, nell’abito della c.d. pace fiscale, prevede la possibilità di definire con modalità agevolate gli avvisi di accertamento, gli avvisi di rettifica e di liquidazione, gli atti di recupero, gli inviti al contraddittorio e gli accertamenti con adesione, mediante pagamento delle sole imposte contestate; non sono dovuti sanzioni, interessi ed eventuali somme accessorie. La notifica degli atti deve essere stata effettuata entro il 24 ottobre (entrata in vigore decreto fiscale). Atti non impugnati e ancora impugnabili alla predetta data.

Per gli avvisi di accertamento, gli avvisi di rettifica e di liquidazione, e gli atti di recupero notificati entro il 24 ottobre 2018, la procedura si perfeziona mediante pagamento delle somme complessivamente dovute per le sole imposte, senza le sanzioni, gli interessi e gli eventuali accessori, entro il 23 novembre 2018 (trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in esame), o, se più ampio, entro il termine per la proposizione del ricorso (art.15 comma 1 D.lgs. 218/1997).

Fatta tale premessa, venendo ora al suo quesito, in riferimento all’eventuale rateazione degli importi dovuti, in riferimento a tutto gli atti sopra citati, si applicano comunque le disposizioni previste dall’articolo 8, commi 2, 3, 4 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, con un massimo di venti rate trimestrali di pari importo.

È ammessa, dunque, la possibilità di dilazionare il pagamento delle somme dovute per via della definizione agevolata.

Inoltre, la relazione illustrativa che accompagna il decreto fiscale specifica che la possibilità di rateazione è ammessa indipendentemente dall’importo da rateizzare.

Si applica altresì la disciplina del lieve inadempimento, art. 15 ter D.P.R. 602/73, per effetto della quale ritardi di breve rilievo (non superiori a 7gg per la 1° rata, termine di pagamento della rata successiva per le rate diverse dalla 1°) ovvero errori di limitata entità nel versamento delle somme dovute (insufficiente versamento della rata, per una frazione non superiore al 3 per cento e, in ogni caso, a diecimila euro) non comportano per il contribuente la perdita dei benefici e quindi, non precludono il perfezionamento degli importi della definizione agevolata.
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