L'esperto risponde

7 dicembre 2018
Categorie: Iva > E-Fattura

Recapito F.E. L'utilizzo di un indirizzo PEC diverso da quello del Registro imprese

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde dubbio domanda
Domanda - In vista dell’ormai prossima entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria, diversi sono i dubbi esposti dai clienti del mio studio commerciale; ad esempio, una delle domande più ricorrenti è se sia possibile non utilizzare l’indirizzo PEC iscritto al Registro Imprese e ricorrere ad un’ulteriore PEC da destinare esclusivamente alla fatturazione elettronica sia in ricezione che in emissione.

Risposta - La data del 1° gennaio 2019 è oramai alle porte; a partire dal termine appena citato, tutte le fatture emesse, sia nei rapporti B2B che B2C dovranno avere formato elettronico XML e transiteranno unicamente dal S.d.I.
Naturalmente, rimangono ferme le esclusioni previste, ad esempio, per i contribuenti forfettari o c.d. minimi.

Le principali indicazioni operative legate al processo di emissione della fattura elettronica sono state definite in prima battuta dal provvedimento del 30 aprile 2018, con il quale l’Agenzia delle Entrate ha individuato le “regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato e per le relative variazioni, utilizzando il Sistema di Interscambio, nonché per la trasmissione telematica dei dati delle operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi transfrontaliere e per l’attuazione delle ulteriori disposizioni di cui all’articolo 1, commi 6, 6bis e 6ter, del Decreto Legislativo 5 agosto 2015, n. 127.

Detto ciò, per rispondere al suo quesito è opportuno riprendere gli ultimi chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate tramite delle apposite F.A.Q. rese disponibili di recente.

In tale sede è stato messo in evidenza come, il Provvedimento del 30 aprile 2018 e le relative specifiche tecniche “ammettono certamente la possibilità di utilizzare più "indirizzi telematici", quindi anche più PEC, anche diverse da quella legale registrata in INIPEC (indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata - www.inipec.gov.it). Peraltro, l’operatore IVA residente o stabilito può scegliere anche di trasmettere e/o ricevere le sue fatture attraverso l’indirizzo telematico (es. PEC) del suo intermediario o di un soggetto terzo che offre servizi di trasmissione e ricezione delle fatture elettroniche, senza necessità di comunicare alcuna "delega" in tal senso all’Agenzia delle entrate”.

Il S.d.I. recapiterà dunque la fattura all’indirizzo telematico riportato in fattura, salvo il caso in cui il cliente operatore Iva non abbia preventivamente registrato, tramite l’apposito servizio del portale “fatture e corrispettivi”, l’indirizzo telematico al quale ricevere le fatture elettroniche.

La risposta al suo quesito è dunque affermativa.
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