L'esperto risponde

11 settembre 2019
Categorie: Regimi speciali > Regime Forfettario

Regime forfettario: contributi riscatto laurea non deducibili

Autore: Redazione Fiscal Focus
esperto risponde - dubbio - domanda - quesito - interrogativo
Domanda - Sono un ingegnere libero professionista; da quest’anno ho optato per il regime fiscale forfettario in quanto prevedo di non avere redditi alti, ma comunque sopra la soglia di tassabilità. Sto prendendo in considerazione la possibilità di riscattare il periodo di laurea, da un lato per superare la soglia dei 20 anni di contribuzione Inps, dall’altro per usufruire della deducibilità fiscale. Al momento ho maturato 17 anni di iscrizione all’Inps come socio dell’impresa familiare di mio padre. Ho provveduto ad aprire un fondo pensione che annualmente integro con dei versamenti volontari. Avendo optato per il regime forfettario, avrò facoltà (mi sarà concesso) di poter dedurre i contributi versati per il riscatto della laurea?

Risposta - Il comma 64 dell’articolo 1 della Legge n° 190/2014 prevede che i contribuenti che applicano il regime forfettario determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività nella misura indicata nell'allegato n. 4 annesso alla presente legge, diversificata a seconda del codice ATECO che contraddistingue l'attività esercitata. Sul reddito imponibile si applica un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell'imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, pari al 15 per cento.

Nel caso di imprese familiari di cui all'articolo 5, comma 4, del testo unico di cui al DPR 22 dicembre 1986, n° 917, l'imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, è dovuta dall'imprenditore.

I contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge (contributi obbligatori), compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell'impresa familiare fiscalmente a carico, ai sensi dell'articolo 12 del citato testo unico di cui al DPR n° 917 del 1986, e successive modificazioni, ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi, si deducono dal reddito; l'eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo ai sensi dell'articolo 10 del citato testo unico.

I contributi per il riscatto della laurea sono “contributi da riscatto”; questi sono contributi che vengono accreditati a seguito della facoltà concessa ai lavoratori di ottenere il riconoscimento contributivo dei periodi durante i quali essi risultano non coperti da contribuzione. Il riscatto della laurea è quindi una facoltà, un’opzione per il lavoratore; conseguentemente non rispondono ad un obbligo di legge.

Pertanto, lei non potrà dedurre i contributi versati per il riscatto della laurea, poiché la legge n° 190/2014 prevede espressamente ed esclusivamente, per coloro che applicano il regime forfettario, la deduzione dal reddito dei contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge.
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