L'esperto risponde

5 dicembre 2018
Categorie: Imposte locali > IMU  –  Imposte locali > TASI

Saldo IMU: l'abitazione divenuta "principale" dopo l'acconto

Autore: Pasquale Pirone
casa imu
Domanda – Sono unico proprietario di un immobile di categoria catastale A/1. Fino a settembre 2018, tale immobile era per me seconda casa (vivevo e risiedevo in affitto in altro fabbricato). Con decorrenza 14 settembre 2018 ho trasferito residenza e dimora nel citato immobile. Chiedo ora come dovrò comportarmi in sede di saldo IMU e TASI a dicembre visto che l’acconto di giugno l’ho versato considerando il fabbricato come seconda casa e non come abitazione principale.

Risposta – In primo luogo, occorre premettere che IMU e TASI sono tributi dovuti in base alla percentuale di possesso ed ai mesi di possesso (si considera per intero il mese in cui il possesso si è protratto per più di 15 giorni). Inoltre, nell’eseguire il calcolo occorre tener presente eventuali cambiamenti che possono essere intervenuti nel corso dell’anno (un immobile da abitazione principale può darsi sia divenuto seconda casa o viceversa; un terreno da agricolo sia divenuto edificabile; ecc.) e ciò in quanto, comunque, le regole di calcolo (incluse agevolazioni/esenzioni) si applicano con riferimento ai mesi.

Nel caso in esame, dunque, fino ad agosto l’immobile era seconda casa per il contribuente mentre da settembre è divenuta abitazione principale. A tal proposito, si ricorda che ai fini IMU e TASI, per abitazione principale si intende l’immobile in cui il possessore ed il suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente.

I due tributi non sono dovuti per l’abitazione principale di categoria catastale NON di lusso (A2, A3, A4, A5, A6 e A7) e relative pertinenze nel limite massimo di tre ciascuna appartenente a categoria catastale C/2, C/6 e C/7. IMU e TASI sono, invece, dovute per l’abitazione principale di categoria catastale di lusso (A1, A8, A9) e relative pertinenze (tenendo sempre presente che si considerano pertinenze dell’abitazione principale quelle appartenenti a categoria catastale C/2, C/6 e C/7 nel limite massimo di tre ciascuna appartenente a categoria catastale differente). È, comunque, riconosciuta per l’abitazione principale una detrazione IMU di 200 euro (da ripartirsi tra acconto e saldo oltre che in base alla percentuale ed ai mesi di possesso). Per la TASI la previsione di un’eventuale detrazione è rimessa all’autonomia comunale (verificare, quindi, se è prevista dalla delibera).

Sulla base di quanto esposto, dunque, nel caso in questione, ora in sede di saldo, il contribuente dovrà rideterminare IMU e TASI complessive per il 2018, considerando che per 8 mesi (gennaio – agosto) l’immobile era seconda casa, e per i restanti 4 mesi (settembre – dicembre) abitazione principale (senza alcuna esenzione, trattandosi di categoria catastale di lusso). Si verserà, dunque, la differenza tenendo conto di quanto già versato in acconto e nell’F24 ci si ritroveranno due codici tributo differenti (quelli per l’abitazione principale e quelli per altri fabbricati).
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