L'esperto risponde

10 settembre 2019
Categorie: Regimi speciali > Regime Forfettario

Versamenti senza opzione di proroga. Blocco alla maggiorazione dello 0,40%

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde casi e questioni caso domanda dubbio professionista
Domanda - Un contribuente in regime forfettario sta eseguendo il versamento dell’imposta sostitutiva sulla base di un piano di rateazione a 3 scadenze (31 luglio, 20 agosto e 16 settembre) senza applicare la maggiorazione dello 0,40% e gli ulteriori interessi di rateazione; si chiede di sapere se il comportamento appena descritto possa essere ritenuto corretto alla luce della proroga dei versamenti disposta dal Decreto Crescita (D.L. n. 34/2019).

Risposta- Il Decreto Crescita ha prorogato al 30 settembre i termini per i versamenti delle imposte dirette, dell’IRAP e dell’IVA, scadenti tra il 30 giugno e il 30 settembre 2019, per i soggetti nei confronti dei quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito dal decreto ISA. In particolare il comma 3 dell’art. 12-quinques del D.L. 34/2019 dispone che “Per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale di cui all'articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell'economia e delle finanze, i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive, di cui all'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, nonché dell'imposta sul valore aggiunto, che scadono dal 30 giugno al 30 settembre 2019, sono prorogati al 30 settembre 2019”. Il successivo comma 4 ha, inoltre, previsto che “Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, aventi i requisiti indicati nel medesimo comma 3”.

La proroga al 30 settembre 2019 dei termini dei versamenti si riferisce a tutti i contribuenti che, contestualmente:
  • esercitano, in forma di impresa o di lavoro autonomo, tali attività, prescindendo dal fatto che gli stessi applichino o meno gli ISA;
  • dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun ISA, dal relativo decreto ministeriale di approvazione;

e, quindi, ricorrendo tali condizioni, si applica anche ai contribuenti che, per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018, applicano il regime forfettario come nel caso riportato nel quesito.

Detto ciò, come chiarito dall’Agenzia delle entrate nella Risoluzione 71/2019, al di là della proroga disposta dal decreto crescita, è possibile comunque effettuare il versamento delle imposte alle scadenze ordinarie (si vedano a tal proposito le scadenze riportate nelle istruzioni che accompagnano il modello Redditi) ossia senza beneficiare della proroga al 30 settembre.

In tale caso vanno versate, entro il 30 settembre 2019:
  • le prime quattro rate, senza maggiorazioni e interessi (1° luglio; 16 luglio, 20 agosto, 16 settembre - eventuale 5° e 6° rata con interessi);
  • tuttavia, la prima rata poteva essere versata anche entro il 31 luglio (scadenza che, se non ci fosse stata la proroga al 30 settembre, coincideva con l’applicazione della maggiorazione dello 0,40).

Laddove si opti per tale ultima possibilità, ossia versamento della 1° rata al 31 luglio, le prime tre rate del piano di rateazione scelto (31 luglio, 20 agosto e 16 settembre), in virtù della proroga, possono essere versate senza maggiorazione ed interessi. In tutti i casi è, comunque, necessario dare evidenza, nella delega di pagamento, del numero di rata versata.
In base a quanto detto finora, si ritiene corretto il comportamento adottato dal contribuente.
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