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Cultura e Tempo Libero

10 agosto 2019

Le nuove “regole dell’acqua”

Autore: Ester Annetta
acqua
Dal 1° gennaio 2020 scatteranno le nuove norme sanzionatorie stabilite dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) in relazione ai casi di bollette non pagate o di chiusura dei contratti per le forniture idriche.

Con la deliberazione n. 311/2019/R/IDR del 16 luglio 2019 (e relativo Allegato A), difatti, l’Autorità è intervenuta con importanti novità in materia di Regolazione della Morosità nel Servizio Idrico Integrato (REMSI).

La suddetta delibera ha una portata applicativa di quanto già previsto dal d.P.C.M. 29 agosto 2016 (cui rimanda), che aveva disposto:
  • che fosse l’Autorità a dover definire le “misure per il contenimento della morosità” nel settore del servizio idrico integrato (SII) e a disciplinare, al contempo, una serie di elementi (es. modalità e tempistiche di lettura e autolettura dei contatori, periodicità e modalità di fatturazione, procedure di messa in mora dell'utente e di recupero del credito, procedure per disalimentazione degli utenti morosi, etc.);
  • che “l'interruzione della somministrazione di acqua all'utente moroso deve tener conto di molteplici fattori di varia natura, da quelli alimentari, igienico sanitari e di tutela della salute e delle tipologie di utenze, a quelli di tutela della risorsa fino alla necessità di copertura dei costi del servizio a garanzia dell'equilibrio economico finanziario della gestione”, chiarendo, a riguardo, la definizione delle “utenze morose non disalimentabili” (ossia quelle a cui “in nessun caso è applicata la disalimentazione del servizio”) e disponendo che in tale ambito l’Autorità dovesse inquadrare:

a) gli utenti domestici residenti che versano in condizioni di documentato stato di disagio economico sociale (precisando che ai medesimi “è in ogni caso garantito il quantitativo minimo vitale pari a 50 litri abitante giorno”);
b) le utenze relative ad attività di servizio pubblico (ospedali, scuole, case di cura, carceri e altre strutture militari).


Su tali punti erano già intervenute precedenti deliberazioni dell'Autorità: quella del 28 settembre 2017, avente ad oggetto "Approvazione del testo integrato corrispettivi servizi idrici (TICSI), recante i criteri di articolazione tariffaria applicata agli utenti"; e quella del 21 dicembre 2017 recante "Approvazione del testo integrato delle modalità applicative del bonus sociale idrico per la fornitura di acqua agli utenti domestici economicamente disagiati" (TIBSI), come successivamente modificate e integrate.

Ferme restando le predette indicazioni, l’ARERA ha tuttavia rilevato che, dalle raccolte di dati effettuate a partire dal 2012, è emersa la sussistenza nel Sistema Idrico Integrato (SII) di un livello particolarmente elevato del tasso medio di morosità rispetto a quello registrato negli altri settori regolati, con una significativa differenziazione a livello territoriale.
Ha rilevato altresì che, tra le segnalazioni e i reclami trasmessile dagli utenti finali del SII, in alcuni casi è stata avviata la procedura di messa in mora e di sospensione della fornitura in assenza di un adeguato preavviso all'utente e/o in presenza di reclami o richieste di chiarimento sulla fatturazione ovvero di richieste di rateizzazione del pagamento cui non era stato dato alcun riscontro.

L’adozione della Regolazione della Morosità di cui alla delibera n. 311/2019 è dunque scaturita dalla necessità di far fronte alle predette criticità. Essa disciplina, pertanto, le procedure e le tempistiche per la costituzione in mora e la sospensione/limitazione della fornitura per gli utenti finali, comunque mantenendo tutelati gli utenti vulnerabili.

Il provvedimento stabilisce che:
  • la comunicazione di costituzione in mora potrà essere inviata - a mezzo di raccomandata o posta elettronica certificata - dal gestore all'utente finale (per tale intendendosi unicamente la persona fisica o giuridica che ha stipulato un contratto di fornitura per uso proprio di uno o più servizi del SII) che risulti moroso, decorsi almeno venticinque giorni solari dalla scadenza della fattura. Tuttavia la procedura di costituzione in mora potrà essere avviata solo dopo che il gestore abbia, in precedenza, inviato all'utente un primo sollecito bonario di pagamento, cui potrà ricorrere qualora siano decorsi almeno dieci giorni solari dalla scadenza della fattura;
  • con la costituzione in mora (una volta che si siano verificate le condizioni sopra illustrate per potervi procedere) il gestore può richiedere agli utenti, in aggiunta agli importi relativi alla bolletta scaduta, unicamente: i costi sostenuti per la spedizione del sollecito bonario di pagamento e della comunicazione di costituzione in mora; gli interessi di mora calcolati, a partire dal giorno di scadenza del termine per il pagamento della bolletta, applicando il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea maggiorato del tre e mezzo per cento (3,5%);
  • tra gli elementi essenziali che devono risultare dalla comunicazione di costituzione in mora vi è l’indicazione del termine ultimo entro cui l'utente finale è tenuto a saldare i pagamenti pregressi insoluti. Tale termine non potrà essere inferiore a 20 giorni solari se calcolato a partire dalla spedizione della raccomandata contenente la comunicazione di costituzione in mora; altrimenti, ove il gestore non sia in grado di documentare la data di spedizione, il termine sarà di 25 giorni solari calcolati a partire dall'emissione della raccomandata contenente la comunicazione di costituzione in mora. Qualora la comunicazione di costituzione in mora sia stata effettuata tramite pec, il suddetto termine sarà di 15 giorni solari calcolato a partire dalla data di ricevuta di avvenuta consegna della stessa;
  • la comunicazione di costituzione in mora dovrà inoltre informare l'utente circa la possibilità di richiedere, in alternativa, la rateizzazione dell'importo dovuto e concordare un piano di rateizzazione, la cui durata minima sarà di dodici mesi, con rate non cumulabili e una periodicità corrispondente a quella di fatturazione, salvo diverso accordo tra le parti.

In caso di mancato pagamento di una rata del piano di rateizzazione, il relativo importo potrà essere maggiorato degli interessi di mora e, qualora previsto nel piano di rateizzazione, il beneficio di rateizzazione decade e l'utente finale moroso è tenuto a saldare l'intero importo contestato nella comunicazione di costituzione in mora, al netto delle eventuali rate già pagate, entro venti giorni solari dalla scadenza della rata non pagata.
Soltanto dopo che sia decorso tale termine senza che l'utente finale abbia saldato quanto dovuto e comunicato l'avvenuto pagamento che il gestore avrà facoltà di procedere alla limitazione/sospensione/disattivazione della fornitura, senza fornire ulteriore preavviso purché ciò sia stato indicato nel piano di rateizzazione concordato.

La deliberazione precisa, inoltre, due differenti modalità di intervento sulla fornitura a seconda che si tratti di utenze singole o condominiali:
  • nel caso di utenze singole (cioè le singole abitazioni che non si trovano in condominio) la sospensione o la disattivazione della fornitura d’acqua potrà disporsi solo quando l’importo non pagato della bolletta supera “il corrispettivo annuo dovuto per la fascia di consumo agevolato”, ossia 50 litri al giorno a persona per i quali si paga una tariffa più bassa (e che i beneficiari del bonus idrico non pagano affatto). Inoltre, l’ARERA ha stabilito che - quando è tecnicamente possibile - il distacco debba avvenire solo dopo aver limitato il flusso d’acqua al minimo vitale (cioè ai predetti 50 litri a persona al giorno) e, ove la limitazione non si possibile, il gestore è tenuto a informarne l’utente. La disattivazione della fornitura (e la conseguente risoluzione del contratto) sarà possibile solo se, dopo la sospensione o la limitazione del flusso di acqua, venga manomesso il misuratore o se l’utente - nonostante gli sia stato offerto un piano di rateizzazione - continua a non pagare le bollette pregresse, riferibili ai 24 mesi precedenti alla data in cui è arrivata la messa in mora. In ogni caso il gestore non può far pagare penali per la sospensione e la riattivazione della fornitura;
  • nel caso di utenze condominiali – cioè quando la bolletta dell’acqua sia una sola, intestata al condominio - l’amministratore deve ripartire i costi tra le singole abitazioni in base al consumo risultante dai rispettivi contatori. A riguardo, la deliberazione dell’ARERA stabilisce che, sempre a partire dal 1° gennaio 2020, la limitazione o la sospensione della fornitura non saranno possibili se il condominio avrà comunque pagato, in unica soluzione, almeno la metà della bolletta. Se entro sei mesi da questa prima tranche il condominio non avrà provveduto a pagare anche la seconda metà, potranno scattare le sanzioni. Il provvedimento rammenta anche la possibilità che nel condominio si applichino procedure di “disalimentazione selettiva” al fine di consentire un rafforzamento delle tutele per le utenze domestiche residenti e, in particolare, di coloro che versano in condizione di disagio economico e sociale, ancorché morosi. In tal caso, sarà l'Ente di governo preposto (l’Ato locale) o altro soggetto competente, a promuovere, ove tecnicamente fattibile, l'installazione di un misuratore per ogni singola unità immobiliare. Lo stesso Ente di governo verificherà i casi in cui si rinvenga la mancanza della condizione di fattibilità tecnica per procedere alla limitazione ovvero per la promozione della disalimentazione selettiva nelle utenze condominiali.

Quest’ultima previsione della delibera è stata attaccato dall’Aduc (l’Associazione per i diritti degli Utenti e dei Consumatori), che sostiene che ci sia un conflitto tra quello che ha stabilito ARERA e la legge, che prevede in modo molto chiaro che non si può togliere l’acqua a tutto il condominio se, prima, non si è tentato di riscuotere da chi non è in regola. Questo principio - ha pure sottolineato l’Associazione - è lo stesso richiamato dall’Antitrust pochi giorni fa quando ha sanzionato il gestore idrico Publiacqua (accusato di aver posto in essere “pratiche commerciali aggressive"; nello specifico la Società, per l'Antitrust, nella riscossione delle fatture relative ai consumi idrici delle utenze condominiali ha operato un "indebito condizionamento dei condomini solventi in presenza di morosità di uno o più condomini, nonostante l'esistenza di contatori individuali e in presenza di pagamenti parziali delle fatture, con minaccia di riduzione del flusso e quindi di sospensione della fornitura idrica a tutto il condominio").

Va tuttavia segnalato che c’è, nella delibera di ARERA, un’ulteriore previsione che tutela i consumatori: ove l’Ente di governo scopra che, nonostante il gestore lo avesse escluso, c’era invece la possibilità di togliere l’acqua solo ai condomini morosi anziché a tutto il palazzo, può applicare delle penali e informare l’Autorità, che a sua volta potrà stabilire ulteriori sanzioni.
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