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Cultura e Tempo Libero

21 settembre 2019

Le vere vittime di “Samara Challenge”

Autore: Ester Annetta
violenza donna triste
Era nato come uno scherzo dell’estate, ma si è presto tramutato in una nuova, raccapricciante moda che ormai dilaga in tutta la penisola, senza risparmiare neppure le piccole province ed i centri più remoti.
Si tratta di “Samara Challenge”, una sfida che, superando le sue stesse intenzioni, di raccapricciante non ha né le modalità né l’effetto che pretenderebbe di produrre, quanto, piuttosto, la sua idiozia.

Il gioco si ispira alla serie cinematografica The Ring (cominciata nel 2000 e giunta al terzo episodio nel 2017), adattamento del romanzo Ring di Kōji Suzuki, nonché remake del film del 1998 Ring diretto da Hideo Nakata.

Si tratta di un thriller costruito attorno alle orribili e misteriose morti legate alla visione di un filmato contenuto in una inquietante videocassetta: chiunque lo guardi è inevitabilmente condannato a morte certa sette giorni dopo.
Il filmato è legato ad una bambina, Samara Morgan, dotata di poteri psichici e paranormali tanto da poter causare sciagure a chi le stia intorno, finché la madre adottiva non decide di ucciderla, soffocandola con una busta di plastica e gettandola poi in un pozzo per spezzare la catena di sventure. La piccola Samara, però, sopravvive per sette giorni ancora, al buio, riuscendo a vedere soltanto il cerchio di luce che filtra attraverso la bocca chiusa del pozzo sopra di lei. I poteri e la sofferenza della bambina restano però in qualche modo misteriosamente impressi in una videocassetta che contiene una sequenza di immagini mentali da lei proiettate sul nastro, insieme ad una maledizione, per cui Samara – con indosso una tunica bianca e con lunghi capelli neri fradici e riversati sul viso - torna ogni volta per uccidere, dopo sette giorni, chiunque le abbia guardate.

La moda che ne è nata (peraltro tardivamente, visto che l’ultimo episodio della serie risale ormai al 2017) consiste nel travestirsi da Samara e comparire improvvisamente in qualche luogo della città, spaventando i passanti.
La prova da superare, per chi inscena il travestimento, è quella di riuscire a creare il panico dileguandosi poi nel buio senza essere preso; il tutto insieme ad un complice pronto a riprendere la scena con uno smartphone e postarla sui social.

Lo scherzo iniziale – anch’esso evidentemente di dubbio gusto - è partito da alcune zone della periferia napoletana ma ben presto si è, appunto, trasformato in una moda non molto intelligente che si è diffusa soprattutto al Sud e nelle isole, giungendo, infine, anche nella Capitale dove Samara è stata avvistata anche tra i portoni e le stradine nei quartieri di San Basilio e altre zone della periferia est.

La conseguenza più grottesca è che, in alcuni casi, i passanti terrorizzati non si sono limitati alla fuga ma, viceversa, hanno reagito inseguendo e pestando malamente gli autori della bravata.
La sfida, dunque, molto spesso non viene neppure vinta e, anzi, costa cara a chi che vi si cimenta; ma intanto sul web i video postati dagli attori della sceneggiata continuano a moltiplicarsi e a diventare virali, riuscendo ad ottenere quello che – in fondo – nell’attuale contesto sociale sembra essere divenuta la priorità: trovare sempre più emuli attraverso la condivisione!

È questa, allora, la vera conseguenza raccapricciante: l’essere ormai diventati prigionieri di una dimensione in cui la più urgente priorità è diventata quella di apparire, di mettersi in mostra, cercando di attirare quanti più consensi possibile, anche a costo di uscirne con le ossa rotte.

Per tentare di arginare l’assurdità di comportamenti che rischiano di trasformarsi in veri e propri pericoli, tanto per le vittime dello scherzo che per i suoi stessi autori è sceso in campo anche il Codacons che ha denunciato i rischi di “una moda idiota che non appare né divertente, né sensata, e che rischia di creare pericoli per la pubblica incolumità, oltre a richiedere spesso l'intervento delle forze dell'ordine".

"In tutta la città – avvisa il Codacons riferendosi alla Capitale - si moltiplicano le segnalazioni, con avvistamenti in numerosi quartieri, da San Basilio a Tor Bella Monaca fino all'Appio, passando per Centocelle, Casal Monastero e Vermicino. Persone dotate di scarsa intelligenza che girano travestiti come la protagonista del film 'The Ring', spaventando i passanti e provocando la rabbia dei residenti, che in alcuni casi hanno dato vita a vere e proprie retate che non si sono concluse in modo tragico solo grazie all'intervento di Polizia e Carabinieri".
Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha peraltro spiegato che la “moda” configura dei veri e propri reati: si va dal procurato allarme - considerato che spesso queste apparizioni obbligano le forze dell'ordine ad intervenire su richiesta dei cittadini spaventati - alla molestia e alla violenza privata, passando per il blocco stradale laddove si creino problemi di traffico a seguito degli avvistamenti. Senza contare, ha anche aggiunto, che “chi gira travestito rischia di essere aggredito dai passanti e subire serie lesioni fisiche”.

Da qui l'invito alle forze dell'ordine ad identificare chi gira per la capitale travestito da Samara e denunciare i responsabili in Procura, affinché siano perseguiti penalmente per i danni e i pericoli anche potenziali prodotti alla collettività.
Val forse la pena, allora, di pensarci almeno due volte prima di correre il rischio di diventare vittime dei propri stupidi scherzi: una fedina penale pulita e l’incolumità fisica valgono ancora più di qualche like.
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