Cultura e Tempo Libero

9 marzo 2019

Prendere il mondo sulle spalle e non arrendersi mai. La storia di Enzo Muscia

Autore: Andrea Ponzano
impossibile - possibile - coraggio
A volte ci sono persone che brillano. Persone che fanno bene e ci permettono di credere ancora che l'essere umano non abbia perso del tutto la sua umanità. Uno di questi uomini è Enzo Muscia. Questa è la sua storia. La storia di un eroe normale.

Enzo ha 27 anni quando viene assunto dalla multinazionale francese A Novo con sede a Saronno. Inizia come tecnico specializzato, è in gamba e riesce a diventare direttore commerciale. L'azienda è la sua seconda famiglia, i colleghi sono la sua seconda casa.
Alla fine del 2011, nel periodo della piena crisi economica, la filiale italiana della A Novo dichiara il fallimento. Rischiano di restare a piedi oltre 300 dipendenti. Il curatore fallimentare chiede a Enzo e a un'altra ventina di colleghi di gestire per un anno un ramo dell'azienda nella speranza che qualcuno subentri e la salvi. Ma non accade e l'azienda sta per chiudere.

In quel momento Enzo fa un atto di coraggio che pochi avrebbero fatto: si carica il mondo sulle spalle. Rileva l'azienda e ipoteca la sua casa per avere un finanziamento. Da qui comincia il riscatto. Enzo riesce a riassumere prima 8 dei suoi ex colleghi in cassa integrazione poi giorno dopo giorno con la sua caparbietà va avanti e ne riporta al lavoro 40. Lo fa per dare un futuro a sé stesso e ai suoi colleghi. Reimposta da capo la sua identità personale. Ora quando prende una decisione non è più solo per sé, adesso risponde per 40 famiglie. Enzo sa come ci si sente quando si perde il proprio lavoro, l'abisso si apre e non è poi semplice da chiudere. «Quando ho scelto di acquisire l’azienda, avrei potuto trovare facilmente lavoro altrove come dipendente - ha detto Muscia - tuttavia ho intrapreso la strada più in salita perché pensavo che ce l’avremmo fatta.

Ho creduto nelle persone prima di tutto: per noi era anche una sorta di riscatto nei confronti della decisione assurda di chiudere una realtà che funzionava bene».
La mancanza di lavoro è un dramma universale, la disoccupazione uccide la dignità dell'uomo, gli toglie l'amor proprio e lo priva del futuro. Enzo non si arrende, combatte, lotta e prova il tutto per tutto. A dargli ulteriore forza è suo figlio Alessandro. È nato prematuro e con una malformazione al cuore. Enzo non si piega alla vita che cerca di metterlo in ginocchio, che lo attacca da tutte le direzioni. E diventa un esempio per tutti. L'emblema del coraggio e dell'umanità.

Per questo la sua storia è diventata un film in cui l'interprete specialista di eroi del quotidiano, Beppe Fiorello, lo impersona magistralmente. «Non avrei avuto il suo coraggio», ha detto l'attore siciliano. Nel 2017 Muscia è stato nominato Cavaliere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella, nel 2018 ha fatturato due milioni di euro e entro il 2019 punta ad assumere altri dieci dipendenti. «Se ce l'abbiamo fatta - ha detto Enzo ripensando alla sua decisione - lo devo anche ai colleghi che con me hanno creduto in questa scommessa».

Il film è liberamente visibile sul sito della Rai Raiplay.
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