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Innovazione

26 luglio 2019

Da AEE a RAEE: inizio e fine delle tecnologie

Autore: Simone Carunchio
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Una nuova frontiera della tecnologia è quella attinente allo “smaltimento della tecnologia”! Siamo circondati da apparecchiature di tal fatta. Esse hanno una classificazione unionale. All’inizio della loro vita sono dette: AEE - Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche; alla fine: RAEE - Rifiuti di AEE. In Italia un sistema consortile, che fa capo al CdC RAEE, si occupa dello smaltimento di questi rifiuti. Il Centro di Coordinamento in parola, inoltre, favorisce la ricerca in nuove tecnologie per stoccare e trattare detti materiali.

Intelligenza artificiale, nuvola per immagazzinare dati, rete 5G e contrasti internazionali, informazioni che migrano da un’apparecchiatura a un’altra. Eh sì, le apparecchiature: cellulari, computer, entrambi dotati di monitor, chip, luci led, e poi: bracciali per monitorare il corpo e robot e androidi ecc. Se ne parla spesso quando si tratta delle nuove tecnologie. Anzi, il fascino del nuovo spesso ci fa dimenticare di quelle macchine che abbiamo attorno nel quotidiano e che sono ormai talmente ‘scontate’ che non le consideriamo nemmeno più delle tecnologie, benché in molte di esse, di recente, siano stati istallati i più diversi ritrovati. Il riferimento è alle lavatrici, alle lavastoviglie, ai frigoriferi, alla televisione, alle stufe, ai coltelli elettrici.

Tutte le apparecchiature appena elencate, in ambito unionale, sono catalogate come AEE: Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Ossia: tutte le apparecchiature che dipendono da correnti elettriche o campi magnetici.

Bene. Le macchine le usiamo, le utilizziamo (per comunicare, per informarci, per divertirci); e magari ci affezioniamo pure (feticisti e collezionisti come siamo). Però, anche per esigenze di mercato, esse sono destinate - in maniera abbastanza rapida, nella prospettiva del consumatore - a divenire obsolete (per esempio con l’arrivo della rete 5G la maggior parte dei terminali che usiamo normalmente non potrà accedere a questa nuova tecnologia) o, più semplicemente, a rompersi o guastarsi.

Ecco pertanto che le AEE sono destinate a divenire i RAEE: Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. In proposito vi è anche una legge europea: la Direttiva UE 2012/19 (il sistema normativo italiano in proposito è vastissimo e fa capo al D. Lgs. n. 152/2006 - il TUA, Testo Unico Ambientale, integrato con il D. Lgs. n. 49/2014).

I RAEE sono raggruppati in cinque categorie. R1: apparecchi refrigeranti (per es.: frigoriferi e condizionatori); R2: grandi bianchi (per es. lavatrici e lavastoviglie); R3: schermi (per es. TV, monitor, computer portatili); R5: sorgenti luminose (lampadine di ogni tipo); R4: tutto il resto (per es. aspirapolveri, coltelli elettrici, stufe da riscaldamento).

In Italia, tra gennaio e giugno del 2019, ne sono stati raccolti, in peso, circa 156.000 tonnellate. 86.274 in Nord Italia, 36.219 nel Centro Italia e 33.737 in Sud Italia comprese isole.

In relazione ai raggruppamenti di cui sopra, i numeri sono i seguenti: 39.893 tonnellate di R1; 53.331 di R2; 27.719 di R3; 34.214 di R4 e 1.073 di R5.

Rispetto al primo semestre dell’anno precedente si registra un aumento della raccolta di RAEE del 9%.

Questi dati derivano da uno studio del CdC RAEE. Il Centro di Coordinamento RAEE è l'organismo centrale che si occupa di ottimizzare la raccolta, il ritiro e la gestione dei RAEE in Italia anche attraverso la gestione di un elenco a cui devono iscriversi tutti gli impianti di trattamento di RAEE ed è gestito e governato dai Sistemi Collettivi sotto la supervisione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero dello Sviluppo Economico. Il ruolo e i compiti del Centro di Coordinamento RAEE sono definiti dagli artt. 33 e 34 del Decreto Legislativo n. 49/2014 che recepisce nel nostro Paese la direttiva UE 2012/19.

In altri termini, i Sistemi Collettivi, ossia i consorzi che si occupano di smaltire i RAEE, sono i soci di detto Centro.

Grazie all’utilizzo di un algoritmo matematico (ovverosia la scienza di calcolo alla base dell’intelligenza artificiale che prende il suo nome dal matematico arabo al-Khuwarizmi), che dovrebbe quindi garantire imparzialità e trasparenza, il CdC RAEE assegna annualmente ai consorzi (ossia ai suoi soci) i singoli raggruppamenti presso i centri di raccolta dei Comuni e presso gli altri centri di conferimento.

L’utilizzo dell’algoritmo permette, inoltre che l’assegnazione sia condotta in modo da garantire una distribuzione degli obblighi di gestione proporzionale alla quota di mercato rappresentata da ogni singolo consorzio che assolve alle obbligazioni dei Produttori di AEE di gestione dei prodotti a fine vita.

I Sistemi Collettivi (i. e.: i consorzi) organizzano il trasporto dei RAEE dai luoghi assegnati (i più diversi centri di raccolta) e si occupano del loro trattamento mediante impianti specializzati, accreditati presso lo stesso CdC RAEE.

Orbene, l’aspetto più interessante è che il più volte menzionato Centro, oltre a coordinare e monitorare i processi di smaltimento, sostiene la ricerca tecnologica per lo smaltimento stesso. Per stoccare e trattare i materiali tecnologici, di modo che possano essere riciclati, recuperati e valorizzati, difatti, sono necessarie sempre nuove tecnologie. Anche in questo campo le sfide sono aperte.
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