Innovazione

1 dicembre 2018

L'impresa e l'intelligenza artificiale: domotica burotica robotica

Autore: Simone Carunchio
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L'uso dell'Intelligenza Artificiale (IA) si sta diffondendo e si diffonderà ancora di più. Quanto utilizzato dagli utenti - assistenti vocali, veicoli automatici, periferiche collegate alla rete, applicazioni economico-giuridiche, portali internet, robot industriali - rappresenta un'opportunità per gli imprenditori stessi che vogliano conquistare fette di mercato. Nello stesso tempo essi devono adeguarsi alla 'trasformazione digitale' e fare in modo che sia l'azienda stessa ad essere pervasa dall'intelligenza artificiale, a partire dal settore produttivo fino a quello gestionale. La vera sfida è fare in modo che i due settori comunichino fra di loro in maniera fluida e che essi facciano lo stesso con l'esterno. I clienti, che accedono a un numero sempre maggiore di informazioni, hanno, ogni giorno di più, influenza sulle scelte aziendali.

Grazie alla miniaturizzazione delle apparecchiature elettroniche, alle nuove frontiere di immagazzinamento dati (Bid Data, cloud, sistemi 'in-memory') e a quelle delle telecomunicazioni (small cells), l'intelligenza atificiale ci accompagnerà sempre di più in ogni aspetto della vita.

Nel quotidiano, attualmente, sono a disposizione i cosiddetti assistenti vocali, i quali, attraverso la decodificazione della voce, possono permettere di impostare la sveglia, avviare la lavatrice o la lavastoviglie o, anche, trovare la musica che si sta cercando. Si tratta della cosiddetta domotica, che subirà un'evoluzione che definire impressionante è dire poco: Samsung, per esempio, sta tentando di progettare una TV il cui telecomando sia direttamente il pensiero. Fuori di casa, tra breve, sarà possibile viaggiare su veicoli autonomi che utilizzano tecnologie come radar, sensori, programmi di riconoscimento di pedoni, lavoro in corso, ecc. E forse dette macchine percorreranno contesti a loro volta gestiti digitalmente: rilevatori per controllare lo stato del traffico e dei semafori o quello dell'illuminazione pubblica.

Ma anche nel mondo della sanità e in quello economico giuridico si affacciano le prime applicazioni. I medici avranno a disposizione delle periferiche medicali che, attraverso il blue-tooth, permettono di trasmettere i dati dal medico di famiglia direttamente allo specialista; la CoRobotics, Spin-off dell'Istituto Sant'Anna di Pisa, sta mettendo a punto un androide infermiere (che potrebbe assumere anche il ruolo di badante); la tecnologia Watson (IBM) - cognitiva, ossia che impara da quanto lavorato in precedenza - aiuterà a diagnosticare le malattie più gravi.

Sulla base di quest'ultima applicazione, anche nel campo delle professioni intellettuali si affaccia l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Si pensi a Ross, il primo avvocato digitale, seguito da robolawyer e lexmachina, a cui è possibile domandare dei semplici pareri legali; o di turbotax, che prepara la dichiarazione dei redditi al posto del fiscalista. Ma anche i tribunali si stanno attrezzando: è disponibile l’applicazione Remida Famiglia per calcolare gli assegni di mantenimento per coniuge e figli nelle separazioni e divorzi. Ancora più potente è Toga: applicazione dell’IA al sistema penale. Toga ha censito tutte le fattispecie criminose dell’ordinamento e, sulla base di questi dati, può determinare tutti gli elementi sostanziali e procedurali della singola fattispecie.

In ognuno di questi settori, inoltre, gli operatori hanno sempre più la possibilità (attraverso la rete) di reperire informazioni sui più differenti prodotti e possono dunque comparare questi ultimi fra di loro (le applicazioni in proposito sono ormai innumerevoli): è la stessa domanda che richiede alle imprese, pertanto, di adeguarsi tecnologicamente.

Nel mondo imprenditoriale la 'trasformazione digitale', nell'Italia istituzionale, va sotto il nome di 'industria 4.0'. Il Governo si è mosso per tempo per aiutare l'economia a rimanere al passo con i tempi prevedendo una serie di agevolazioni fiscali per indurre gli imprenditori a 'trasformarsi'. Si pensi, giusto per riportare alcuni esempi, all'iper e al super ammortamento, al patent-box o al credito d'imposta Ricerca&Sviluppo. Questa trasformazione è stata perseguita, in Italia, esclusivamente dalle imprese più grandi, ossia solo dall'8,4% della popolazione industriale (ricerca MISE del luglio 2018). Per le imprese più piccole occorre invece considerare che l'avvio della trasformazione potrebbe avvenire grazie alla fattura elettronica e che, certamente, occorre aggregarsi in gruppi di imprese, almeno per fornire informazioni al cliente. Quest'ultimo, infatti, è sempre più al centro delle scelte aziendali.

In detto ambito imprenditoriale l'IA è applicabile in maniera pervadente: essa spazia dalla robotica alla burotica, ossia dalla produzione alla gestione interna ed esterna.

Per quanto attiene al primo aspetto, si può affermare che essa è in corso di sviluppo da più di cinquant'anni: si tratta dei macchinari, più o meno antropomorfi, che adiuvano l'essere umano nella realizzazione dei prodotti (in ceco 'robota' significa 'lavoro duro'). Attualmente, la novità, è che attraverso l'IA, il lavoro della macchina potrebbe non essere più ripetitivo e 'macchinoso', ma potrebbe variare in base alle diverse necessità che si presentano (anche da impulsi esterni) e a quanto l'apparecchio stesso ha già compiuto, indicando, nello stesso tempo, per esempio, lo stato degli impianti e le esigenze e le tempistiche della manutenzione.


Per quanto attiene al secondo aspetto, quello della burotica, che ha preso avvio anch'esso da tempo, le nuove frontiere derivanti dall'introduzione dell'IA non si limitano a riconciliare, per esempio, in modo automatico pagamenti e relative fatture per velocizzare i processi di divisione amministrativa o a mantenere un contatto diretto col cliente o il fornitore attraverso la creazione di canali specifici di comunicazione che siano legati al suo numero di partita IVA o al suo codice fiscale; ma - questa la frontiera in fase di superamento - spaziano alle ipotesi in cui il cliente potrà comunicare 'direttamente' (per così dire) con i macchinari addetti alla produzione, di modo che quest'ultima sia sempre più personalizzata. Nel campo dell'automobile, per esempio, non sarà più necessaria l'intermediazione del concessionario.

Questa frontiera ultima non ne esclude, naturalmente, altre intermedie: la gestione del magazzino (e della produzione) in relazione alla domanda, la selezione delle risposte alle offerte di lavoro con la selezione preventiva dei cv, comprendere e misurare il valore di una sponsorizzazione o gestire al meglio le chiamate al servizio clienti in base alla gravità o l'urgenza della richiesta (ChatBot - applicazioni che simulano la conversazione con un essere umano).

Orbene, in questo contesto bisogna tenere a mente che, se le imprese dovranno adeguarsi alla 'trasformazione digitale' per rimanere concorrenziali, è la stessa domanda tecnologica che rappresenta un'opportunità di mercato.
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