Innovazione

29 giugno 2019

Traduttori simultanei, democrazia e pentecoste

Autore: Simone Carunchio
chiamata telefono cellulare
I traduttori simultanei di lingue sono sempre più oggetto di perfezionamento. Sono stati sviluppati applicativi per cellulari, programmi per computer e apparecchi specifici, integrati, inoltre con altre funzioni, quali, per esempio, la calcolatrice. Questo tipo di tecnologia, peraltro molto avanzata, pare poter sostenere uno sviluppo della democrazia e delle persone, facilitando le comunicazioni interculturali. In questo senso un’analogia con il racconto della Pentecoste potrebbe aprire ulteriori orizzonti di conoscenza.

La dominazione di nazioni su altre si manifesta, innanzitutto, culturalmente. Per esempio, alcuni sono obbligati ad apprendere un’altra lingua, oltre quella natia, mentre altri… no. Queste disparità di trattamento svuotano fortemente uno dei principi (si può ancora parlare di valori?) fondamentali della civiltà occidentale: quello della democrazia. Che, a sua volta, sorregge la maggior parte dei diritti fondamentali, tra cui il pieno e libero sviluppo della persona umana, minato, per l’appunto, da questa costrizione sociale.

L’evolversi della tecnologia è certamente una delle tante possibilità per tentare di risolvere alcune delle ingiustizie che ancora è dato riscontrare nell’organizzazione mondiale delle società. Con la creazione e l’evoluzione delle nuove apparecchiature (tra cui, in particolare, il cellulare) la riflessione (anche filosofica) sulla condizione umana ha dovuto necessariamente fare i conti con l’informatica, ossia l’informazione elaborata; vale a dire la comunicazione di dati.

Ne sono un recente esempio la Brexit o le Primavere arabe. In entrambi i casi la rete ha giocato un ruolo fondamentale: nel primo come mezzo di convincimento dei membri della popolazione britannica; nel secondo come veicolo di informazioni alternative a quelle di regime.

Detta comunicazione avviene attraverso i linguaggi. Essi possono essere i più diversi: ideogrammatici, gestuali o corporali, etc. Lo studio dei segni, dell’oggetto che quei segni indicano e del comportamento dell’utente interpretante è la materia della semiotica – di cui il ‘nostro’ sig. Umberto Eco, tra gli altri, è stato uno dei più brillanti e preziosi rappresentanti. Lo studioso, nelle sue opere, non sempre di facile lettura, quali I limiti dell’interpretazione o Dall’albero al labirinto, si avvale della lingua italiana (benché alcuni interventi abbia dovuto scriverli in inglese), dimostrando in questa maniera, peraltro, che il primo e più importante mezzo di comunicazione è la lingua, o meglio, le lingue.

Sul Pianeta ne sono state classificate oltre 6.500. Come superare questa barriera comunicativa?

Uno degli ultimi ritrovati della tecnologia sono i traduttori simultanei. Si tratta di applicazioni per dispositivi portatili o di programmi per computer fissi che permettono la traduzione simultanea di parole, frasi o, in alcuni casi, addirittura testi lunghi.

Uno dei più facili da utilizzare è Google Traduttore, per cellulare: oltre a poter scrivere le parole o le frasi, è possibile dettare vocalmente il testo da tradurre o inquadrarne uno con la fotocamera (la particolarità di questa applicazione, fra le altre, è che supporta più di 90 lingue). Un’altra applicazione per portatile è iTranslate.

Per apparecchio fisso è disponibile il programma QTranslate (per Windows) o InstantTranslate (per Mac).

Ma oltre le applicazioni e i programmi cominciano a essere immessi sul mercato anche delle apparecchiature più sofisticate, come per esempio Pilot, di una Start Up statunitense che si è finanziata mediante crowd founding. Pilot consiste in un paio di auricolari, indipendenti fra di loro (e pertanto ognuno può essere utilizzato da due persone differenti - gli stessi che stanno comunicando in due lingue diverse), che, mediante algoritimi, ossia mediante l’intelligenza artificiale, riconoscono automaticamente la lingua e la traducono in quella dell’ascoltatore. Altro apparecchio è VascoTranslator. Si tratta di una tavoletta con un piccolo schermo che registra ciò che viene detto e lo traduce istantaneamente nella diversa lingua prescelta. Un vero e proprio intermediario, le cui funzionalità sono state completate con una calcolatrice e un convertitore di valuta.

Parrebbe, insomma, che con questi nuovi ritrovati (veri e propri concentrati di nuove tecnologie: capacità di memorizzazione, intelligenza artificiale, microfoni con sensori di riconoscimento, altoparlanti, connessione remota, ecc.) le prospettive di una democratizzazione della cultura e dei rapporti delle nazioni sia prossima a venire.

Si parlerà tutti quanti, senza aver bisogno di studiarle, le più importanti lingue del mondo? Sembra quasi che una delle storie più affascinanti della Bibbia si stia avverando come se fosse una profezia. Il riferimento è alla Pentecoste. L’episodio è narrato al capitolo 2 degli Atti degli Apostoli ed è ricordato nella festa che si svolge 50 giorni dopo la Pasqua. Si tratta, forse, della più importante festa della Chiesa Cattolica, poiché è con la Pentecoste che comincia la missione evangelica e missionaria dei seguaci di Gesù.

“Venne all’improvviso dal cielo un rombo … Apparvero loro [a Maria e agli Apostoli, tra cui Mattia che sostituisce Giuda] lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro […] e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi […] Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita, perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua”.

L’analogia pare facile: Lo Spirito santo che dona le lingue rappresenta la tecnologia che permette le traduzioni simultanee di conversazioni. Al di là di facili e semplicistiche assimilazioni è certo che la tecnologia può permettere di profilare orizzonti fino a poco tempo fa impensabili. In particolare, quella di svincolare sempre più la persona dallo Stato. La responsabilità personale, di conseguenza, però, tende ad accrescersi.

La questione da affrontare rimane, quindi, quella dell’educare alle nuove tecnologie. Queste ultime, a loro volta, sono passibili di implementazioni quasi senza limiti.
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