Registrati ora
Abbonamenti

Innovazione

25 maggio 2019

Voucher innovation manager: decreto attuativo al vaglio della Corte dei Conti

Autore: Pietro Mosella
robot intelligenza artificiale tecnologia
È all’esame della Corte dei Conti il decreto del Ministero dello sviluppo economico (MISE) concernente i voucher per la consulenza in innovazione (innovation manager).

La misura
La Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145/2018), commi 228, 230 e 231, ha previsto, infatti, che per i due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2018, alle micro e piccole imprese, è attribuito un contributo a fondo perduto, nella forma di voucher, per l’acquisto di prestazioni consulenziali di natura specialistica finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale, attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Il contributo è riconosciuto in relazione a ciascun periodo d’imposta:
  • per le micro e piccole imprese in misura pari al 50 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40.000 euro;
  • per le medie imprese in misura pari al 30 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 25.000 euro;
  • in caso di adesione a un contratto di rete, avente nel programma comune lo sviluppo di processi innovativi in materia di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e di organizzazione, pianificazione e gestione delle attività, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, il contributo è riconosciuto alla rete in misura pari al 50 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo complessivo di 80.000 euro.

I citati contributi, logicamente, sono subordinati alla sottoscrizione di un contratto di servizio di consulenza tra le imprese o le reti beneficiarie e le società di consulenza o i manager qualificati, iscritti in un elenco istituito con apposito decreto del MISE.
La Legge di Bilancio 2019, ha istituito nello stato di previsione del MISE, un fondo con una dotazione pari a 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.

Il decreto del MISE
Tale decreto indica le condizioni che PMI e reti d’impresa devono rispettare ai fini dell’accesso al contributo, definendo anche i criteri per società e manager qualificati per l’accreditamento allo stesso MISE. Si ricorda che del voucher possono usufruire le micro, piccole e medie imprese e le reti d’impresa (di cui all’articolo 3, commi 4-ter e seguenti, del D.L. 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 33/2009).

A tal proposito, è specificato che la categoria di micro, piccole e medie imprese, come definite dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del 6 maggio 2003, sono quelle che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.

Il decreto ministeriale stabilisce che, ai fini dell’ammissibilità al voucher, le imprese richiedenti e le singole imprese appartenenti alle reti d’impresa, non dovranno versare in stato di scioglimento o liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali.
Inoltre, le reti d’impresa, devono essere costituite da almeno tre imprese.
Sempre nel decreto, sono stabiliti i requisiti necessari per l’iscrizione nell’elenco delle società di consulenza e dei manager qualificati, nonché i criteri, le modalità e gli adempimenti formali per l’erogazione dei contributi e per l’eventuale riserva di una quota delle risorse da destinare prioritariamente alle micro e piccole imprese e alle reti d’impresa.

Iscrizione all’elenco
Potranno presentare domanda d’iscrizione al sopra citato elenco, esclusivamente società di capitali con sede in Italia e iscritte al Registro delle imprese che non sono sottoposte a procedura concorsuale e non versano in stato di fallimento, liquidazione anche volontaria, amministrazione controllata, di concordato preventivo e non hanno subito condanne.

Le società dovranno, altresì, dimostrare di essere accreditate negli albi o elenchi dei consulenti in innovazione, istituiti presso le associazioni di rappresentanza dei manager o presso le organizzazioni partecipate pariteticamente da queste ultime e da associazioni di rappresentanza datoriali, oppure presso Regioni che erogano contributi con le stesse finalità.

La domanda potrà essere inoltrata, ai fini dell’inserimento nell’elenco dei fornitori dei servizi, anche dai competence center e dai centri di trasferimento tecnologico.

Le persone fisiche potranno, invece, richiedere l’iscrizione all’elenco a condizione che siano accreditate in albi o elenchi dei manager dell’innovazione, istituiti presso Unioncamere, associazioni di rappresentanza dei manager e organizzazioni partecipate pariteticamente da queste ultime e da associazioni datoriali oltre che in analoghi elenchi delle Regioni.

Per iscriversi, i soggetti dovranno aver conseguito un titolo di dottore di ricerca o un master universitario di secondo livello in gestione, management o ingegneria dell’innovazione o avere già acquisito l’esperienza sul campo nei settori 4.0 (da un minimo di due anni ad un massimo di cinque anni nel caso in cui si è avuta la qualifica di dirigente).
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata