Internazionalizzazione

22 dicembre 2018

I servizi infragruppo a basso valore aggiunto

Autore: Silvia Bettiol
pagamento soldi
Come noto, l’art. 110 co. 7 del TUIR prevede che “I componenti del reddito derivanti da operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato, che direttamente o indirettamente controllano l'impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l'impresa, sono determinati con riferimento alle condizioni e ai prezzi che sarebbero stati pattuiti tra soggetti indipendenti operanti in condizioni di libera concorrenza e in circostanze comparabili […]”. In sostanza, il comma citato disciplina la normativa nazionale in materia di transfer pricing nei rapporti infragruppo tra soggetti italiani ed esteri.

La disciplina però, non è solamente una disciplina nazionale. Anche in ambito internazionale, infatti, l’OCSE da sempre fornisce delle linee guida in materia di transfer pricing al fine di fornire chiarimenti sulle modalità di determinazione dei corretti prezzi infragruppo affinché anche i rapporti tra soggetti appartenenti al medesimo gruppo siano quanto più comparabili con rapporti tra soggetti estranei.
La determinazione dei prezzi infragruppo non è sempre facile, anche perché può capitare che attività che vengono svolte per soggetti del gruppo, non vengano invece mai effettuate nei confronti dei terzi, pertanto non vi è alcun termine di paragone.

Sul punto, il recente D.M. 14.05.2018, adeguandosi alle indicazioni OCSE, con l’art. 7 ha fornito una nuova definizione di “servizi infragruppo a basso valore aggiunto”, precisando che il prezzo infragruppo per tali servizi è determinabile semplicemente ponendo un ricarico del 5%.
Ricordiamo, infatti, che il capitolo VII delle Guidelines OCSE 2017 contiene una sezione dedicata al trattamento dei c.d. “servizi a basso valore aggiunto (low valueadding services)” nell’ambito delle analisi di transfer pricing. Secondo quanto riportato al paragrafo 7.45 delle Guidelines OCSE, i servizi infragruppo a basso valore aggiunto sono quei servizi svolti da una o più entità di un gruppo multinazionale per conto di una o più entità del medesimo gruppo e che:
  • abbiano natura di supporto;
  • non siano parte dell’attività principale del gruppo multinazionale (ossia non favoriscano la creazione di attività profittevoli o contribuiscano ad attività economicamente significative del gruppo multinazionale);
  • non richiedano l’uso di beni immateriali unici e di valore e non portino alla creazione di beni immateriali unici e di valore;
  • non comportino l’assunzione o il controllo di un rischio sostanziale o significativo da parte del fornitore del servizio né tantomeno generino in capo al medesimo l’insorgere di un rischio significativo.

Non possono, invece, mai definirsi servizi infragruppo a basso valore aggiunto:
  • i servizi che fanno parte del core business del gruppo;
  • i servizi di ricerca e sviluppo;
  • i servizi di produzione e manufacturing;
  • le attività di vendita, marketing e distribuzione;
  • le transazioni finanziarie;
  • l’estrazione o esplorazione di risorse naturali;
  • i servizi assicurativi;
  • i servizi di corporate management.

Il punto 7.49 delle linee guida OCSE 2017 fornisce un elenco, seppur non esaustivo, dei servizi a basso valore aggiunto, tra cui vengono contemplate attività di contabilità e revisione, per esempio attività di raccolta e di esame delle informazioni utili ai fini della predisposizione del bilancio d’esercizio, oppure lavorazione e gestione dei crediti e debiti, per esempio raccolta delle informazioni relative ai clienti ai fini della fatturazione e controllo dell’esposizione creditizia e così via.

Secondo l’OCSE, una caratteristica rilevante del servizio infragruppo a basso valore aggiunto potrebbe essere il suo carattere c.d. routinario, unitamente al fatto che non produce un rilevante valore per il prestatore o il fruitore. Un ulteriore elemento di identificazione del servizio infragruppo a basso valore aggiunto potrebbe essere rappresentato dalla sua inidoneità a generare un fatturato considerevole.

Segnaliamo, inoltre, come, secondo il nuovo art. 7 del D.M. 14.05.2018, in linea con le linee guida OCSE, non si possono considerare in ogni caso a basso valore aggiunto quei servizi che il gruppo multinazionale presta a soggetti indipendenti. Peraltro, in questi casi l’erogazione del medesimo servizio a soggetti terzi rende spesso praticabile il metodo del confronto del prezzo.
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