21 febbraio 2022

Ho dovuto lasciare uno studio prestigioso per potermi dedicare a mia figlia

Carissimo Direttore,

sono una mamma professionista di 42 anni. Divido la mia vita professionale tra prima e dopo la gravidanza! Determinata ed ambiziosa entro come praticante in uno degli studi professionali più importanti della mia zona. Con tanto impegno costante e dedizione (rinunciando ad ogni forma di vita privata) raggiungo ottimi risultati con prospettive di crescita e di carriera importanti.

Poi arriva il matrimonio e la nascita della mia prima bimba. Iniziano cosi i primi problemi! Lo studio dove lavoravo non mi ha mai sbattuto le porte in faccia ma era evidente che non potevo dedicare lo stesso impegno e le stesse energie di prima. In modo particolare sono due gli episodi che mi hanno segnato.

Una mattina arrivai in studio (a 40 km da casa) con mia figlia nel seggiolino sul sedile posteriore della macchina che dormiva. Mi dimenticai completamente di lasciarla al nido e l'ho portata con me. Per ben 40 km non mi sono accorta di nulla.

Un'altra volta, invece, in una delle tante mattine dopo notti sveglia ad accudire una bimba che non voleva saperne di dormire, un colpo di sonno mi porta fuori strada. Per fortuna non è successo nulla ma tanto è bastato per prendere una decisione.

Il passo per me è stato breve. Non ho mai smesso di lavorare, ma sono ripartita da zero. Sono andata a lavorare in un piccolo studio di provincia dove persino l'ultima assunta e neodiplomata si permetteva di criticare me che sbagliavo le registrazioni in prima nota. Io che ero abituata a consulenze di altro tipo e che quel lavoro manuale, fatto di adempimenti e scadenze non sapevo neanche cosa fosse mi avevano insegnato che quello era lavoro "da impiegate" e che i professionisti devono fare altro.

Quello studio però mi consentiva di uscire alle 16/ 17 e di dedicare il resto della giornata alla mia bimba. A testa bassa e senza mai lamentarmi ne vantarmi del mio percorso precedente ho ricominciato dalle basi. Con molta fatica devo ammetterlo!

Ognuno sceglie di salvarsi come può ed io in quel momento stavo salvando me stessa e la mia famiglia. Nel frattempo è arrivato il secondo figlio e questa seconda esperienza lavorativa mi ha dato la forza di capire quello di cui sono capace e che i sogni si possono accantonare, ma mai mollare.

Oggi sono titolare di me stessa. Ho uno studio tutto mio con due dipendenti e ne vado orgogliosa! Non è facile e sono tornata a non dormire la notte per le ansie e le preoccupazioni che solo chi fa la nostra professione può comprendere. Nel frattempo sono tornata a fare consulenza ma con una maturità e consapevolezza diversa! I miei figli hanno 10 e 7 anni. Li amo più di ogni altra cosa ma amo anche la mia professione!

Antonina
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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