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3 novembre 2018

Non solo nuoto

A cura del Mister Massimo Borracci

piscina nuoto sport
Per dedicarmi completamente al nuoto avevo smesso di studiare ma nonostante ciò davo il mio contributo nell’attività commerciale di famiglia: un negozio di calzature.
A dirla tutta non si trattava di un vero e proprio aiuto, più che altro stavo in negozio qualche oretta per raggranellare un po’ di spiccioli da utilizzare per rifornire di carburante il serbatoio del mio motorino.

Dopo gli allenamenti, che prevedevano due sessioni giornaliere (una al mattino e una al pomeriggio), trascorrevo alcune ore a giocare a biliardo (passione che ereditai da mio padre) nel bar vicino al negozio di famiglia.
Ad un tratto, però, il bar vicino casa iniziò a starmi stretto e per questo andavo alla ricerca di avversari nelle sale del centro, che rappresentavano il “tempio” di questa disciplina: mi riferisco al Gambrinus e al circolo dei commercianti.
Il Gambrinus, in particolare, era una grandissima sala dotata di circa 50 tavoli da biliardo in cui era possibile giocare alle varie specialità (stecca, goriziana, boccette, ecc.).

Fu lì che perfezionai le mie qualità tecniche confrontandomi con giocatori dotati di grande esperienza.
Ad un certo punto il desiderio di competere prese il sopravvento e mi ritrovai, in coppia con il mio maestro (mi babbo Giancarlo), a partecipare ai campionati regionali toscani, specialità “boccette”.
Nell’ambiente eravamo due perfetti sconosciuti, non solo ai grandi giocatori ma anche al pubblico degli appassionati (io ero conosciuto soltanto per il nuoto).

Quando iniziammo il torneo i nostri nomi occupavano la parte bassa del tabellone ma, partita dopo partita, tra l’incredulità generale vincemmo tutte le eliminazioni arrivando alla finalissima.
Mio babbo era emozionatissimo, mentre io, così come in vasca, giocavo in modo spregiudicato, incosciente e sfrontato.
Suo il compito di andare a punto con pazienza certosina, a me spettava la “bocciata” del pallino che scompigliava i birillini con 8/10 punti per volta.

Ci aggiudicammo la finale lasciando di sasso i due campioni avversari.
Nel corso della cerimonia di premiazione ci vennero consegnati diversi premi: coppa, medaglia, due buste con denaro più due ciclomotori modello “Ciao” e due biciclette “Graziella” ripiegabili.
Un ricco bottino, per due sconosciuti, nel tempio del biliardo fiorentino!
nota di colore
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