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FISCAL & SPORT

17 novembre 2018

Una vittoria premeditata

A cura di Massimo Borracci

piscina nuoto sport
Il 10 agosto 1967 rappresenta un giorno molto importante nella mia lunga carriera di nuotatore.

Probabilmente uno dei più esaltanti, tanto che ancora oggi sento l’adrenalina correre nelle vene al solo pensiero!
Vi racconto com’è andata.

L’anno prima, in quel di Torino, mi aggiudicai la medaglia d’oro nei 100 e nei 200 metri stile libero.
Una grande vittoria direste voi. Niente affatto!

Si disse che il mio doppio successo l’avevo conquistato “gareggiando da solo” perché alla competizione c’era un grande assente: Pietro Boscaini, recordman nazionale delle due specialità.

Fu per me una vittoria dal sapore amaro, al punto che sin da quel giorno iniziai a meditare la mia vendetta sportiva: avevo un conto da saldare nei confronti di chi non aveva dato peso al mio successo!

Sotto la guida del mio allenatore, Enzo Zabberoni, giorno dopo giorno, bracciata dopo bracciata preparai accuratamente la mia rivincita. Non volevo lasciare niente al caso, non potevo sbagliare: dovevo dimostrare a tutti, me compreso, che la vittoria di Torino era frutto della mia bravura e non un regalo concesso dall’assenza di Boscaini.

Nel periodo di preparazione avevo dedicato molto tempo a curare la partenza dal blocco. Era fondamentale migliorare il tempo di reazione una volta che lo starter avesse dato il via.

Avevo notato che lo starter, dal segnale c.d. “a… posto!” che precede il via ufficiale, faceva trascorrere qualche decimo di secondo. Bene, imparai a calcolare anche quel lasso di tempo.

Arrivato il grande giorno, appena giunto sul blocco, nel momento in cui venne segnalato il via ufficiale schizzai in acqua così veloce che alcuni dubitarono sulla regolarità della partenza.

Fortunatamente andò tutto per il meglio; terminata la fase subacquea, controllai ogni bracciata mantenendo costantemente la lucidità.
Rimasi impassibile anche quando, ai 50 metri, Boscaini era passato in vantaggio.

Alla virata dei 100 metri erano in tre a precedermi, ma consapevole della mia preparazione rimasi a controllare la situazione.

Nella terza vasca cambiai registro. Ruggente come un leone aumentai il ritmo delle bracciate e raggiunsi gli avversari, ma il mio obbiettivo era raggiungere Boscaini.

Ai 150 metri virammo insieme; tutti, ormai, credevano che Boscaini avesse la vittoria in pugno. A quel punto con una grande progressione lanciai la stoccata finale: accelerai negli ultimi 25 metri e con la folla che mi incitava arrivai a vincere con distacco.

Con questa grande vittoria mi aggiudicai l’oro nei 200 metri stile libero ma soprattutto resi giustizia al mio orgoglio personale, regalando al pubblico che gremiva gli spalti una grande impresa!
Giustizia era fatta!
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