ACCESSI, ISPEZIONI E VERIFICHE

Anche la GdF può richiedere le misure cautelari

A cura di Marco Brugnolo

CONTROLLO - VERIFICA - DOCUMENTO - VISTO
Tra gli strumenti più importanti ed efficaci in materia di tutela del credito erariale vanno annoverate le previsioni contenute nell’art. 22 del D.lgs. n. 472/1997; la norma in commento consente di anticipare notevolmente la fase cautelare nei confronti del (potenziale) contribuente debitore, rispetto alla fase accertativa ed a quella riscossiva.

Così come attualmente formulata, la norma consente all’ufficio, qualora abbia fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito, di richiedere, con istanza motivata, al presidente della commissione tributaria provinciale l'iscrizione di ipoteca sui beni del trasgressore e dei soggetti obbligati in solido e l'autorizzazione a procedere, a mezzo di ufficiale giudiziario, al sequestro conservativo dei loro beni, compresa l'azienda, e tutto ciò sulla base della mera notifica di un atto di contestazione, di provvedimento di irrogazione della sanzione, ovvero di un processo verbale di constatazione (p.v.c.).

In altri termini, la conclusione di una verifica fiscale da parte della Guardia di Finanza (ovvero dell’Agenzia delle entrate) è, di per sé, condizione sufficiente, in presenza dei presupposti di legge, per instaurare il procedimento amministrativo cautelare sui beni del contribuente verificato e degli eventuali obbligati in solido, ai fini della riscossione dei debiti tributari scaturenti dalla medesima verifica.

Beni ipotecabili e sequestrabili. Come chiarito dal Comando Generale della Guardia di Finanza nella Circolare operativa in vigore (Circolare 1/2018), non sussistono limitazioni in ordine al tipo di beni sequestrabili, potendosi trattare sia di beni mobili (crediti, depositi bancari1, quote sociali, azioni, obbligazioni, titoli, eccetera), sia di beni mobili registrati, ovvero di beni immobili; peraltro, per espressa previsione normativa, anche l’azienda del contribuente verificato può essere oggetto di sequestro conservativo.

Nella circolare n. 4/E del 15/02/2010, l’Agenzia delle entrate ha precisato che le due misure cautelari (ipoteca e sequestro conservativo) possono essere chieste congiuntamente, nel caso in cui l’adozione di uno solo dei due strumenti non sia sufficiente a garantire la pretesa tributaria, secondo una valutazione da effettuarsi a cura dell’Ufficio tributario richiedente.

I presupposti del procedimento cautelare. I presupposti previsti per la richiesta delle misure de quibus sono quelli stabiliti per i procedimenti cautelari in genere: fumus boni iuris e periculum in mora, che devono sussistere congiuntamente.

Il primo dei requisiti va ricondotto alla sostenibilità della pretesa tributaria, garantita dalla notifica al trasgressore dell’atto presupposto (tra cui, si ribadisce, anche il p.v.c.); il secondo dei presupposti va, invece, ricondotto alla situazione patrimoniale e finanziaria del medesimo trasgressore e, in particolar modo, ai sui “comportamenti attuali e recenti).

Non è raro, infatti, che il soggetto, verifica durante, nel momento in cui inizia ad intuire un esito a lui sfavorevole circa l’ispezione in corso, provveda ad effettuare atti dispositivi, liquidatori o, comunque, di spossessamento del proprio patrimonio, di natura spesso simulata, al fine di rendere ab origine infruttuosa l’azione di recupero da parte del fisco.

Gli aspetti penali della questione. I comportamenti da ultimo citati, peraltro, non possono nemmeno essere sottovalutati dal punto di vista penal-tributario, attesa la previsione contenuta nell’art. 11 del D.lgs. n. 74/200, che punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva2.

Trattandosi di reato di pericolo, non è necessario, per la sussistenza del delitto, che si verifichi un concreto pregiudizio per la procedura di riscossione; è sufficiente infatti che gli atti dispositivi siano astrattamente idonei a rendere infruttuosa la medesima procedura.

Inoltre, rispetto alla frode processuale in precedenza disciplinata dall’art. 97, co. 6 del DPR n. 602/1973, per la fattispecie in commento nella giurisprudenza di legittimità si è consolidato un orientamento3 che ne declina un ampio spettro di azione, per cui, ai fini della sussistenza del delitto in questione, non occorre che il contribuente sia stato già posto in qualche modo nella condizione di aspettarsi un’azione esecutiva da parte degli uffici tributari, né che tale azione esecutiva sia in atto.

Nella pronuncia di Cassazione n. 25147/2009 viene ulteriormente chiarito che ciò che rende diversa la nuova fattispecie rispetto a quella precedentemente in vigore, consiste nella netta anticipazione della tutela penale; per cui, da un lato non è più richiesta come condizione necessaria la sussistenza di una procedura di riscossione in atto, dall’altro la condotta punibile prescinde dalla effettiva vanificazione della riscossione tributaria coattiva.

La prassi dei reparti. La prassi attuale dei reparti del Corpo prevede, in via sistematica, la rilevazione degli elementi che devono essere presi a base per la formulazione della proposta di misure cautelari amministrative.

In particolare, la proposta deve essere avanzata all’Ufficio accertatore in tutti i casi in cui nel processo verbale di constatazione:
  • in caso d’identità fra trasgressore e contribuente, siano formulati, anche se non in maniera congiunta, rilievi che comportino complessivamente una maggiore imposta (quale sommatoria dei tributi diretti e/o indiretti) superiore a 120.000 euro, ovvero ritenute non operate in misura superiore a 60.000 euro;
  • nell’ipotesi di non coincidenza tra l’autore materiale della violazione e il soggetto passivo dell’obbligazione tributaria, figuri quale violazione più grave un illecito per cui la vigente disciplina prevede, a titolo di sanzione, un minimo edittale superiore a 60.000 euro.

Come chiarito nella citata Circolare 1/2018, il reparto verificatore può proporre l’adozione delle misure cautelari, indipendentemente dal superamento dei predetti parametri, “allorquando lo suggeriscano peculiari situazioni di pericolo di ordine soggettivo, quali la natura di evasore totale del soggetto verificato, il suo coinvolgimento in meccanismi evasivi di particolare fraudolenza, la constatazione di illeciti penali tributari di peculiare offensività (quali l’emissione di fatture per operazioni inesistenti o la dichiarazione fraudolenta realizzata a mezzo di documenti non veritieri), oppure la sussistenza di precedenti specifici come pregresse insolvenze in occasione di procedimenti esecutivi promossi da privati o da altri enti pubblici”.

La “scheda identificativa”. Sempre menzionando le istruzioni di prassi del Comando Generale, le proposte di adozione delle misure cautelari amministrative devono essere accompagnate da apposita “scheda identificativa” , contenente gli elementi di valutazione utili per l’Agenzia delle Entrate, deputata in concreto a dare origine all’istruttoria.

In particolare, nella “scheda identificativa”4, i militari verificatori inseriscono i rilievi formulati nel p.v.c., i dati identificativi dei beni suscettibili di sequestro o ipoteca, nonché le seguenti informazioni:
  • per i soggetti in contabilità ordinaria, i dati dell’ultimo bilancio approvato e gli indici di solvibilità ed indebitamento;
  • per i soggetti in contabilità semplificata e per i lavoratori autonomi, la situazione patrimoniale relativa all’ultima dichiarazione dei redditi, nonché il valore complessivo dei beni strumentali (al netto degli ammortamenti), rimanenze finali, patrimonio immobiliare e beni mobili registrati.

Le novità del decreto fiscale. Tra gli emendamenti licenziati qualche giorno fa dal Senato in relazione alla legge di conversione del decreto fiscale (D.L. 23/10/2018, n. 119), viene prevista una sostanziale modifica all’art. 22 in commento.

In particolare, viene previsto l’inserimento di ulteriori due commi al medesimo articolo, che estendono al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza (competente per territorio), il potere di presentare direttamente al Presidente della Commissione Tributaria Provinciale (ossia senza il filtro dell’Agenzia delle entrate) le istanze di adozione dei provvedimenti cautelari in commento, sulla base dei p.v.c. rilasciati dai reparti dipendenti.

La procedura di nuova introduzione prevede, in realtà, l’acquisizione del preventivo parere della competente Direzione Provinciale dell’Agenzia delle entrate (cui va indirizzata la medesima istanza), la quale deve pronunciarsi, con proprie osservazioni, entro il termine di 20 giorni dal suo ricevimento; decorso tale termine, in assenza di osservazioni, si considera acquisito parare favorevole alla procedura cautelare.

Nel caso in cui, invece, l’Agenzia richieda ulteriori elementi per orientare le proprie valutazioni, il termine si interrompe per una volta soltanto.

Come chiarito dalla relazione all’emendamento in questione, la novella normativa tende a rafforzare le misure poste a garanzia del credito erariale e a sostegno delle relative procedure di riscossione, consentendo alla Guardia di finanza (nella veste dei propri dirigenti provinciali), di richiedere direttamente i provvedimenti cautelari giudiziali, in relazione ai propri atti ispettivi, anticipando così sensibilmente la relativa istruttoria.

__________________________________________________________________
1A tal fine, l’Ufficio può utilizzare i poteri di indagine finanziaria di cui agli artt. 32, co. 1, n. 7) del DPR n. 600/1973 e 51, co. 2, n. 7) del DPR n. 633/1972.
2La reclusione è prevista nelle misure edittali da 1 a 6 anni qualora l’esposizione debitoria nei confronti del fisco superi i 200.000 euro.
3Inaugurato dalla sentenza n. 381/2006.
4Il documento costituisce allegato 22 alla Circolare 1/2018.
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata

Per inserire i vostri commenti dovete registrarvi.