FATTURA ELETTRONICA

22 settembre 2018

Fattura elettronica: commercialisti a tutto campo

Piattaforma dedicata in arrivo e tempistiche allungate

e-fattura fattura elettronica
Il convegno tenutosi nella giornata del 18 settembre presso il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, che ha visto ritrovarsi commercialisti ed esperti dell’Agenzia delle Entrate per un confronto ed una approfondita informativa in ambito di fatturazione elettronica, è stata l’occasione per il CNDCEC di ribadire l’impegno attivo sul fronte della digitalizzazione fiscale, nell’ottica del contenimento dei costi e del supporto agli iscritti.

Come era stato in precedenza annunciato, infatti, è confermato il fatto che i Commercialisti stanno predisponendo, in una “gara” che vede impegnate le dodici principali software house presenti sul mercato, un proprio portale dedicato alla fatturazione elettronica.

Il progetto, che dovrebbe vedere la luce nel mese di novembre, si propone come alternativa alla piattaforma Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate. La sua funzione primaria, pertanto, sarà quella di consentire la predisposizione e la trasmissione delle fatture elettroniche, ma non solo. Sono infatti previste ulteriori funzionalità, atte a semplificare la gestione dell’intera procedura.

Il Presidente Massimo Miani ha annunciato che tramite il portale sarà possibile gestire l’intero flusso attivo e passivo, affiancando alle funzionalità di base anche funzioni di supporto operativo, quali l’anagrafica clienti e l’archivio dei prodotti/servizi. Tramite il portale, dunque, l’intero processo potrebbe essere accentrato su un’unica piattaforma, fermo restando che l’eventuale importazione automatica dei dati nei software in uso presso gli studi professionali richiederebbe poi lo sviluppo di una successiva interfaccia di comunicazione e interscambio dati, il cui costo dipenderà dagli accordi presi a titolo individuale da ogni fruitore con la propria software house.

Indipendentemente dalla questione relativa all’eventuale passaggio dati automatizzato tra la piattaforma dati e-fattura del CNDCEC ed i gestionali, si prospettano comunque condizioni interessanti. L’offerta, infatti, dovrebbe comprendere un pacchetto di fatture gratuite. Esaurite queste, si passerebbe ad un addebito a tariffazione, a condizioni che paiono di gran lunga più convenienti a quelle normalmente praticate sul mercato. Miani, infatti, ha preannunciato una base d’asta di 0,03 euro a fattura, somma che potrebbe ulteriormente scendere in base agli esiti della gara in corso tra le società fornitrici di software per accaparrarsi il servizio. Una somma certamente interessante che, a parere di chi scrive, si auspica non venga assorbita dai successivi costi di interfaccia con i gestionali. Diversamente, resta l’alternativa della stampa e della contabilizzazione “vecchia maniera”, fermo restando che si tratterebbe di un assurdo visto che lo scopo della digitalizzazione dovrebbe essere proprio quello di eliminare la carta, non certo di moltiplicarla.

Peraltro, le medesime considerazioni possono farsi pensando alla piattaforma AdE Fatture e Corrispettivi, dalla quale i consulenti potranno (dietro espressa delega) prelevare massivamente i documenti contabili (XML) dei propri clienti, salvo poi dover trovare un modo di evitare di dover convertire in formato leggibile e stampare il tutto, ritornando di fatto alla carta. Diversamente la digitalizzazione dei processi verrebbe messa in pratica a solo beneficio dell’amministrazione finanziaria.

Questo lo stato dei lavori sul fronte organizzativo per affrontare la fattura elettronica, fermo restando che a parere del CNDCEC l’introduzione in un’unica soluzione dell’obbligo, indistintamente per tutti i contribuenti (sempre fatti salvi minimi, forfettari e agricoltori in regime di esonero degli adempimenti), troverebbe molti soggetti impreparati. Per questo motivo, il Consiglio ha esposto una proposta di revisione della calendarizzazione dell’obbligo, suggerendo una serie differenziata di step nel corso dell’audizione tenutasi il 13 settembre in Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

Secondo i commercialisti l’avvio al 1 gennaio 2019 dovrebbe interessare solo strutture di un certo rilievo, ovvero le società quotate in borsa e quelle con almeno 250 dipendenti.

L’anno successivo (1 gennaio 2020) vedrebbe l’introduzione dell’obbligo per le aziende con più di 50 dipendenti, mentre quelle con più di 10 dipendenti sarebbero attratte nelle disposizioni solo a partire dal 2021. Ultimo step previsto per il 1 gennaio 2022, con l’avvio dell’obbligo generalizzato e ferme restando le esclusioni previste per i contribuenti “minori”.

Insomma, per i Commercialisti servono tre anni in più rispetto al calendario previsto dalla Manovra 2018 (Legge 205/2017), ma intanto tutto è pronto per affrontare la sfida della digitalizzazione fiscale.
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Autore: Sandra Pennacini
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Categorie: Iva > E-Fattura

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