FATTURA ELETTRONICA

9 novembre 2018
Categorie: Iva > E-Fattura

Fattura elettronica: i dubbi dei professionisti

Argomenti trattati: acquisti intracomunitari; fattura del medico e imposta di bollo; e-commerce.

Autore: Sandra Pennacini
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Prosegue la trattazione sintetica dei quesiti che quotidianamente emergono in materia di fatturazione elettronica, con l’intento di costituire una raccolta dei dubbi più frequenti. Le risposte vengono fornite secondo le disposizioni ed i chiarimenti attualmente a disposizione, salvo futuri ulteriori chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate o modifiche di carattere normativo.

D. Integrazione movimenti intracomunitari e fattura elettronica: come devono essere gestite tutte quelle operazioni che necessitano di integrare la fattura di acquisto per l’assolvimento dell’imposta?
R. Secondo la Circolare 13/E/2018, nei casi in cui sia necessario integrare ai fini IVA un documento di acquisto è possibile procedere producendo un apposito documento in tal senso, da inviare in conservazione sostitutiva in abbinamento alla fattura interessata. Questa indicazione, tuttavia, non è attuabile se ci si avvale del servizio di conservazione sostitutiva gratuito dell’Agenzia delle Entrate, che conserva i files fattura XML (per loro natura immodificabili), ma non consente l’invio in conservazione di altri documenti. Peraltro, la fattura viene portata in conservazione automaticamente, appena ricevuta (se si aderisce alla convenzione dell’Entrate), e quindi ancor prima che l’integrazione venga effettuata. E’ auspicabile che intervenga una pronuncia dell’Agenzia, che superi quanto enunciato con la Circolare 13/E, e che eventualmente accolga il suggerimento di Assosoftware che, in proposito, ha evidenziato come l’integrazione potrebbe essere effettuata solo sui registri contabili, senza necessità di produzione (e dunque di conservazione sostitutiva) di ulteriore documentazione.

D. Il medico che fattura ad un soggetto “consumer” (privato) è soggetto all’obbligo di fatturazione elettronica? In caso affermativo, come gestire l’obbligo di assolvimento dell’imposta di bollo?
R. Il medico è senza dubbio obbligato all’emissione di fattura elettronica a partire dal 1 gennaio 2019. Sono interessate infatti alla e-fattura tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi soggette a fatturazione intercorse tra soggetti nazionali o stabiliti nel territorio nazionale, indipendentemente dal fatto che il cliente sia “business” (ovvero titolare di partita IVA), oppure “consumer” (ovvero soggetto non titolare di partita IVA, a meno che il medico non rientri nel regime dei minimi o dei forfettari). Detto questo, con la fattura elettronica non cambiano le norme che regolano l’obbligo di assolvimento dell’imposta di bollo, dovuta nella misura di due euro se l’importo della fattura supera euro 77,47. Quello che cambia è a modalità di assolvimento, posto che non è certamente possibile apporre una marca da bollo su un file. Occorre dunque assolvere i bolli dovuti seguendo le disposizioni del DM 17/06/2014 (bollo virtuale). Concretamente, all’atto dell’emissione della fattura elettronica sarà sufficiente indicare che l’imposta di bollo verà assolta virtualmente. Il versamento dei bolli dovrà avvenire esclusivamente con modello F24, entro 120 giorni dalla data di chiusura dell’esercizio fiscale. I bolli, pertanto, saranno versati tutti cumulativamente, con riferimento alle fatture emesse nell’anno (esercizio) precedente. E’ importante sottolineare che questa tipologia di assolvimento di bollo virtuale non necessita che venga richiesta autorizzazione preventiva (Circolare dell’Agenzia delle Entrate 16/E/2015).

D. E-commerce: come dovranno comportarsi gli operatori del settore e-commerce a partire dal 1 gennaio 2019? Attualmente non sono tenuti all’obbligo di emissione di fattura, e nemmeno all’emissione dello scontrino fiscale.
R. L’avvento della fatturazione elettronica non muta le normative fiscali vigenti. Il soggetto che, oggi, è esonerato dall’emissione della fattura, parimenti sarà esonerato il 1 gennaio 2019. Gli operatori del settore e-commerce, pertanto, potranno mantenere il comportamento tenuto oggi, sia con riferimento all’aspetto “obbligo di fatturazione”, sia con riferimento all’aspetto “obbligo di emissione dello scontrino fiscale”. Tuttavia occorre ricordare che la fattura può sempre essere richiesta da parte dell’interessato, sia esso soggetto business che soggetto consumer. In tal caso – quindi laddove la fattura venga espressamente richiesta dall’acquirente - anche l’operatore e-commerce dovrà rispettare il nuovo formato imposto dalla normativa, emettendo pertanto fattura in formato elettronico e trasmettendola al Sistema di Interscambio. Occorre infatti ricordare che a partire dal 2019 si considera fattura esclusivamente il “documento” prodotto nel rispetto dei dettami del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 aprile 2018, quindi un file XML che rispetti il tracciato di cui all’allegato A del suddetto provvedimento, e che venga inviato al Sistema di Interscambio e da quest’ultimo accettato. Solo in tal caso si avrà l’emissione di una fattura fiscalmente valida. Per completezza si ricorda che, comunque, sono fuori dall’obbligo di emissione della e-fattura i contribuenti rientranti nel regime dei minimi e dei forfettari. Pertanto, nella improbabile possibilità che il soggetto operante nell’e-commerce rientri in una di queste fattispecie, e gli venga richiesta l’emissione di fattura, allora questa potrà continuare ad essere prodotta in formato cartaceo.
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