FATTURA ELETTRONICA

8 novembre 2018
Categorie: Iva > E-Fattura

Fatturazione elettronica: risvolti anche per la nota spese

Autore: Pasquale Pirone
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AL fine di ottenere il rimborso delle spese sostenute, spesso (o meglio quasi sempre) capita che, dopo aver terminato il lavoro in trasferta, occorre consegnare la nota spese alla società o alla persona che lo ha commissionato. Al citato documento, il lavoratore, allega i documenti giustificativi delle spese stesse (ricevute fiscali, fatture, ecc.). Ci si chiede, quindi, come comportarsi ora con l’avvento della fatturazione elettronica: cosa allegherà alla nota spese il dipendente che chiede fattura intestata alla società, visto che quest’ultima non viaggerà più in modalità analogica ma sarà esclusivamente digitale?

Certamente, la fatturazione elettronica potrebbe avere un impatto dirompente anche sulla rendicontazione in nota spese delle fatture vitto, alloggio e carburante relative alle trasferte del lavoratore.

Da ricordare – L’obbligo dell’e-fattura, come ormai ben noto a tutti, sarà esteso, dal 1° gennaio 2019, a tutte le operazioni IVA B2B e B2C. È già in essere, dal 1° luglio 2018, per le cessioni di benzina e gasolio da utilizzare come carburante per autotrazione (ad eccezione delle cessioni effettuate da impianti di distribuzione stradale) e per le prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese operanti nel quadro di un contratto di appalto con la pubblica amministrazione. E’, altresì in vigore dal 1° settembre 2018 per le operazioni tax free shopping di cui all’art. 38-quarter D.P.R. n. 633/1972.

Esonerati dall’obbligo di emissione (ma non dalla ricezione) del documento digitale sono i soggetti (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” (di cui all'art. 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98/2011, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 111/2011) e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime forfettario” (di cui all'art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014). Ad ogni modo, i menzionati soggetti possono, comunque, emettere fatture elettroniche seguendo le disposizioni del Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018.

Ad essi si aggiungono i “piccoli produttori agricoli” (di cui all’art. 34, comma 6, del Dpr n. 633/1972), i quali erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica.

I vantaggi – Venendo, dunque, ad uno dei quesiti che ci si potrebbe porre di fronte all’avvento della digitalizzazione nel mondo della fatturazione ossia quello dalla nota spese, il risvolto non potrà che essere positivo, visto che il lavoratore, il quale chiede la fattura del vitto e alloggio intestata al committente, non più sarà tenuto a chiedere al ristoratore, all’albergatore, o al benzinaio la copia cartacea della fattura da allegare all nota, poiché il documento fiscale sarà recapitato al committente direttamente attraverso il SdI (sistema di interscambio). Resta fermo che il lavoratore potrà sempre richiedere il rilascio della copia di cortesia e che sta nella facoltà del ristoratore, albergatore o chi per esso, rilasciargliela. Si ricorda che uno degli obbiettivi dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica è (oltre quello di combattere e prevenire l’evasione fiscale) anche quello di permette l’eliminazione del consumo della carta, risparmiando i costi di stampa, spedizione e conservazione dei documenti. L’e-fattura, inoltre, come si evince anche dalla guida predisposta dall’Agenzia delle Entrate, consentirà di velocizzare il processo di contabilizzazione dei dati contenuti nelle fatture stesse, riducendo sia i costi di gestione di tale processo che gli errori che si possono generare dall’acquisizione manuale dei dati e di incrementare l’efficienza nei rapporti commerciali tra clienti e fornitori.
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