L'esperto risponde

5 ottobre 2017

730 rettificativo. Correzione di errori che non implicano un visto di conformità infedele

730
Domanda - In caso di predisposizione da parte del CAF o del professionista abilitato del 730 rettificativo, quali sono le indicazioni operative previste per il 730-3 (prospetto di liquidazione) qualora colui che ha prestato l’assistenza fiscale debba correggere errori che non hanno comportato soltanto l’applicazione di un visto di conformità infedele? Inoltre, se si procede a rettificare una dichiarazione 730/2016 bisogna ricorre al modello in essere per l’anno in cui si presenta la rettifica?

Risposta - Nel caso in cui il soggetto che ha prestato l’assistenza fiscale ha commesso degli errori nella predisposizione della dichiarazione originaria, dovrà provvedere ad elaborare un modello 730 rettificativo. Pertanto il C.A.F. o il sostituto ovvero il professionista abilitato devono ricalcolare e compilare interamente il nuovo modello. Nel mod. 730-3 dovrà essere compilata la casella relativa al mod. 730 rettificativo e nei messaggi dovrà essere data comunicazione al contribuente degli errori riscontrati; nel mod. 730-4, se la dichiarazione rettificativa è inviata entro il 10 novembre 2017 (data ormai rilevante solo per mettere a disposizione o meno i dati della dichiarazione a colui chiamato ad effettuare i conguagli) ed il sostituto d’imposta è lo stesso di quello presente nel mod. 730 originario, il soggetto che ha prestato l’assistenza fiscale dovrà compilare la casella relativa al modello 730 rettificativo.

Di conseguenza, la casella relativa ad un modello rettificativo deve essere valorizzata distinguendo i casi in cui la rettifica viene effettuata con riferimento ad una dichiarazione sulla quale è stato apposto un visto infedele, da quelli per i quali, invece, la rettifica riguarda errori che non hanno comportato l’apposizione di un visto infedele. Pertanto, nel caso in cui l’assistenza fiscale sia stata prestata dal CAF ovvero da un Professionista Abilitato, la casella “Rettificativo” può assumere uno dei seguenti tre valori:
  • Codice “1”, se la rettifica riguarda errori che NON hanno comportato l’apposizione di un visto infedele;
  • Codice “2”, se la rettifica riguarda errori che hanno comportato l’apposizione di un visto infedele;
  • Codice “3”, se la rettifica riguarda sia errori che hanno comportato l’apposizione di un visto infedele, sia errori che NON hanno comportato l’apposizione di un visto infedele.

Nel caso in cui l’assistenza fiscale sia stata prestata in precedenza dal sostituto d’imposta, la casella “Rettificativo” può assumere solo il valore “1”.

Nell'ipotesi di dichiarazione rettificativa (o comunicazione dei dati relativi alla rettifica) e visto di conformità infedele il contribuente, come già anticipato sopra, è tenuto al versamento della maggiore imposta eventualmente dovuta e dei relativi interessi; rimane in capo al soggetto che ha prestato l’assistenza fiscale la sanzione del 30% (art.13 D.Lgs 471/97) comunque ravvedibile (codice tributo 8925).

Per la presentazione della dichiarazione rettificativa deve essere utilizzato il modello 730 relativo al periodo d’imposta per il quale è stata presentata la dichiarazione oggetto di rettifica. Nel caso in cui il Caf o il professionista presenti la comunicazione dei dati relativi alla rettifica in quanto il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione, dovranno essere seguite le istruzioni fornite con la circolare per la liquidazione ed il controllo del modello 730 relativo al periodo d’imposta per il quale è stata presentata la dichiarazione oggetto di rettifica (Per il periodo di imposta 2016 tale circolare è allegata al provvedimento A.D.E del 15 febbraio 2017).
Autore: ANDREA AMANTEA
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Categorie: Dichiarazione > 730