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L’omessa apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione dalla quale emerge un credito utilizzato in compensazione oltre i limiti previsti può essere sanata mediante una nuova dichiarazione. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 36/2026, distingue però le conseguenze in base al momento della correzione. Se l’errore viene rimosso entro il termine ordinario di presentazione, è possibile trasmettere una correttiva munita del visto senza applicazione di sanzioni. Dopo la scadenza occorre invece presentare una dichiarazione integrativa. Se questa viene trasmessa entro 90 giorni, trova applicazione la sanzione per irregolarità dichiarativa, riducibile mediante ravvedimento operoso. Oltre i 90 giorni, quando il credito è già stato utilizzato in compensazione senza il visto richiesto, può aggiungersi la sanzione proporzionale del 25%. La tempestività della regolarizzazione diventa quindi decisiva per contenere il costo della violazione.