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La dichiarazione correttiva nei termini consente al contribuente di sostituire un modello già trasmesso, correggendo errori od omissioni entro la scadenza ordinaria, senza l’applicazione di specifiche sanzioni dichiarative. La nuova dichiarazione sostituisce integralmente quella precedente e diventa l’unico modello fiscalmente rilevante. Per le dichiarazioni dei redditi e IRAP dei soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il termine ordinario è fissato al 31 ottobre. In caso di scarto telematico, l’invio resta tempestivo se la dichiarazione viene ritrasmessa correttamente entro cinque giorni dalla comunicazione. L’assenza di sanzioni riguarda però soltanto la correzione del modello. Se dalla rettifica emergono maggiori imposte e il relativo termine di versamento è già scaduto, il contribuente deve regolarizzare il debito, versando anche interessi e sanzioni. Queste ultime possono essere ridotte ricorrendo al ravvedimento operoso, in misura variabile in base alla tempestività della regolarizzazione.