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La legge di Bilancio 2026 innalza da 5.164,57 a 5.300 euro il limite annuo di deducibilità dei contributi alla previdenza complementare. Secondo Assonime, il nuovo tetto opera per l’intero periodo d’imposta 2026, senza riproporzionamento dal 1° luglio. Per i lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007 resta possibile utilizzare il plafond aggiuntivo maturato nei primi cinque anni, con una deduzione che può arrivare fino a 7.950 euro. A questo limite può inoltre affiancarsi quello relativo alla conversione dei premi di risultato, agevolabili fino a 5.000 euro nel 2026 e nel 2027. Cambia anche il trattamento fiscale delle nuove modalità di erogazione delle prestazioni: rendite a durata definita e prelievi liberamente determinabili seguono la ritenuta del 15%, progressivamente riducibile fino al 9%, mentre sull’erogazione frazionata del montante si applica una ritenuta del 20%, riducibile fino al 15%.