2 novembre 2026
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2 novembre 2026

Ore 10:47 – Contratti a termine: dieci errori che possono costare caro alle imprese

La gestione dei contratti a tempo determinato richiede particolare attenzione per evitare irregolarità che possono comportare sanzioni economiche, richieste risarcitorie e trasformazione del rapporto a tempo indeterminato. La normativa consente generalmente contratti senza causale fino a dodici mesi, mentre per durate superiori, entro il limite ordinario di ventiquattro mesi, occorrono specifiche condizioni giustificative. Fino al 31 dicembre 2026, nei casi consentiti, le esigenze tecniche, organizzative o produttive possono essere individuate direttamente dalle parti. Tra le principali criticità figurano il superamento della durata massima, l’errato conteggio delle proroghe, il mancato rispetto degli intervalli tra rinnovi e l’applicazione scorretta del limite quantitativo del 20%. Attenzione anche alle causali sostitutive, alla qualificazione delle attività stagionali e ai divieti di assunzione. Ulteriori rischi riguardano il diritto di precedenza e la prosecuzione del lavoro oltre la scadenza contrattuale. Diventa quindi essenziale monitorare l’intera storia lavorativa, documentando causali, rinnovi e proroghe.

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