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La plusvalenza realizzata da un trust estero attraverso la cessione di partecipazioni in una società non residente, il cui valore deriva prevalentemente da immobili situati in Italia, è soggetta a tassazione nel territorio dello Stato. È quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 201/2026, relativa a un trust proprietario di una società estera che detiene un immobile abitativo in Italia da oltre cinque anni. L’Amministrazione finanziaria ha escluso la possibilità di considerare la società come soggetto interposto per assimilare la vendita delle quote alla cessione diretta dell’immobile, beneficiando così dell’esclusione della plusvalenza. L’interposizione fiscale non consente, infatti, di modificare la qualificazione dell’operazione. Trova pertanto applicazione l’articolo 23, comma 1-bis, del TUIR, che prevede l’imponibilità in Italia delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni estere il cui valore sia riconducibile, per oltre il 50%, a immobili italiani nei 365 giorni precedenti il trasferimento.