29 ottobre 2026
Sentenza
29 ottobre 2026

15:00 – Bancarotta, il vincolo familiare non prova il concorso del socio

Il legame familiare con l’amministratore non basta a dimostrare il concorso del socio nella bancarotta fraudolenta per distrazione. Lo chiarisce la Cassazione con la sentenza n. 36039, depositata il 13 ottobre 2026, annullando con rinvio una condanna confermata dalla Corte d’appello di Napoli. Il caso riguarda un socio titolare dell’8% del capitale, coinvolto in due prelievi per complessivi 15.000 euro. Per la Suprema Corte occorre provare il contributo volontario alla distrazione e la consapevolezza di impoverire il patrimonio sociale a danno dei creditori. La conoscenza del dissesto può rappresentare un elemento probatorio significativo, ma non è indispensabile per configurare il dolo. Nel nuovo giudizio dovranno essere valutati il ruolo concretamente svolto dal socio, la partecipazione alla vita societaria e l’evoluzione della crisi. La sola struttura familiare dell’impresa non consente di superare il criterio dell’accertamento della colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. Servono dunque ulteriori riscontri sulla consapevolezza del contributo alla distrazione.

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